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Sheriff, Bruno: “Ronaldo dell’Inter uno dei miei idoli, colpito da Lautaro e Calhanoglu”

Alessandro De Felice

Le dichiarazioni rilasciate ai microfoni de' La Gazzetta dello Sport dal 27enne attaccante brasiliano dello Sheriff Bruno

Sarà il brasiliano Bruno Felipe Souza da Silva a guidare l'attacco dello Sheriff Tiraspol a San Siro contro l'Inter. Il 27enne di San Paolo, che sostituirà l'infortunato Yaxshiboyev, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Bruno ha raccontato la sua storia molto particolare:

"Ero scaricatore e in una società di pulizie, mi allenavo da solo alle 7 di mattina, convinto che avrei avuto una chance. Giocavo per strada, è stata dura. Ma a mia madre dicevo che un giorno sarei venuto in Europa. Nel 2015 il mio amico Caio, ora mio agente, m’invitò a un torneo. Fra il pubblico c’era il boss dell’Austria Lustenau, Serie B. Mi propose di seguirlo. Andai senza un soldo. Mi pagavano 500 euro al mese e vivevo in famiglia. Con la squadra B feci 11 gol in 15 gare, il presidente mi fece firmare il contratto a 21 anni".

Dopo 2 anni in B lo prende il Lask, big in A austriaca, per 250 mila euro: "Poi a gennaio 2018 mi compra l’Olympiacos ma mi presta all’Atromitos due stagioni. Torno e mi rompo per 3 mesi. All’Aris nel gennaio 2021, 2 anni di contratto, ma in estate un agente mi dice che mi cerca lo Sheriff. Lì giocavo poco, loro erano ai preliminari Champions, mi sono detto “andiamo allo Sheriff”. Ho rinunciato a un anno di soldi con l’Aris per venire qui".

Bruno si è descritto e ha parlato dei suoi idoli e della sfida contro l'Inter:

"Sono attaccante, rapido. Idoli? Ronaldinho e Henry, Ronaldo dell’Inter, Messi. Milano? Ricordo Maicon e Adriano e Kakà. E’ il momento più bello della mia vita. Inter? Mi hanno impressionato Lautaro e Calhanoglu. Ci è superiore, ma tutto può succedere. In A mi piace il Milan. Il sogno più grande: il Mondiale. Ma è molto lontano per me, troppi rivali".