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Spalletti: “Responsabile della squadra sono io. Il mio futuro? Pensiamo alle prossime gare”

Eva A. Provenzano

Alla fine della partita con l'Empoli, a DAZN, arrivano le considerazioni del tecnico del Napoli

Luciano Spalletti, dopo la sconfitta con l'Empoli per 3 a 2, ai microfoni di DAZN, ha parlato di quanto successo nei novanta minuti: «Prendo atto di quello che accade. Era difficile immaginare un finale del genere. Però poi sono partite dove gli avversari continuano a lottare con intensità giusta, l'Empoli ha giocato così tutto l'anno, noi abbiamo perso attenzione nel finale e fatto errori che non dovevamo fatto. Sulla continuità ha responsabilità l'allenatore. Se la squadra è questa la responsabilità è dell'allenatore».

-Come stanno i tuoi ragazzi?

Dipende da quello che costruisci giornalmente, da un atteggiamento consolidato che ci deve essere in una squadra di rango. Dal lavoro settimanale, la continuità nell'essere attenti e consecutivi. Quando commentiamo la leggerezza, dentro un atteggiamento del genere subentra timore e subentrano gli avversari che non avevano vinto di recente ma le partite le giocano bene. Sapevamo ci sarebbe stata di fronte una squadra che doveva avere fame. Ogni tanto può succedere. 

-Squadra un po' fragile di fronte alle difficoltà? 

Abbiamo delle caratteristiche, bisogna stimolare la questione del possesso palla. Importante per noi per non rincorrere gli avversari quando la partita diventa una battaglia le qualità sono differenti. Da qualche episodio che viene fuori prendiamo degli svantaggi. Però non mi sembrava neanche un livello insopportabile per dei giocatori che non hanno queste caratteristiche. Quando c'è in causa il livello di preparazione della squadra in ballo vengo chiamato io in causa. Il responsabile della squadra sono io e quindi devo pagare le conseguenze di quello che avviene in campo, soprattutto io. 

-Il Napoli avanti di due gol e poi ne incassa li spiega solo come responsabilità sua? 

Dopo un anno che si sta insieme la squadra dovrebbe avere un atteggiamento consolidato, una ricerca che diventa evidente in ogni momento della gara. Altrimenti ho trasferito male il mio lavoro ai calciatori, insomma. Ecco. Noi dobbiamo lottare per lo scudetto e per stare là servono certe caratteristiche. Tutti hanno riconosciuto le qualità di questa squadra per lottare per il titolo e se poi l'atteggiamento è questo qui non ci può essere un divario senza essere chiamato in causa. Soprattutto per il ruolo che ho.

-Fa considerazioni sul suo futuro? 

Non ti preoccupare di questo, sono considerazioni che si fanno dopo. Adesso abbiamo questa partita e ne abbiamo altre, c'è da qualificarsi per le CL, dobbiamo giocare delle gare che fanno parte della valutazione complessiva che la società farà a fine anno. Giocheremo la prossima partita con serenità e poi si vede. 

(Fonte: DAZN)