La mira dell’Inter quest’anno non ha fatto cilecca. Messo il bersaglio nel mirino, la squadra di Chivu è riuscita a centrarlo in pieno per ben due volte. Dopo lo scudetto, che Lautaro Martinez e soci si apprestano ad alzare domenica prossima al termine della gara col Verona, anche la Coppa Italia si è tinta di nerazzurro. Quest’anno il grande merito è di aver portato a casa tutto ciò per cui si era deciso di combattere seriamente, per cancellare quanto accaduto e far leva sulla voglia di rivalsa dopo la disfatta di Monaco.

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Trionfo Inter, quello che nessuno aveva detto. Ora c’è un modo per ricompensare Chivu
I novanta minuti contro la Lazio ieri sera non fanno altro che certificare quanta fame ancora avessero i nerazzurri. Oltre che il grado di maturità raggiunto, ovviamente anche grazie al lavoro di Cristian Chivu. Che ci fosse il rischio di affrontare una gara completamente diversa da quella di campionato lo sapevano tutti. Ce lo avevano ripetuto fino allo sfinimento, qualcuno forse augurandoselo pure. Sarà anche stata (parzialmente) un’altra Lazio, ma ciò che avevano praticamente tutti dimenticato di dire è che anche l’Inter potesse essere diversa. Quantomeno aveva a sua volta delle cartucce da sparare che erano rimaste in bisaccia. E che ancora una volta hanno fatto la differenza.
Non solo Lautaro, dunque. Il capitano ha piazzato la spallata decisiva per chiudere i giochi con largo anticipo. Ha potuto farlo però per la gran giocata di Dumfries, abile in prima battuta a bruciare Nuno Tavares. Ma tutti sono stati importanti in diversi frangenti, in particolar modo quelli della vecchia guardia. Coloro che più di altri avvertivano la necessità di sfamare la fame di vittorie con l’ultimo trofeo stagionale a disposizione.
Il doblete però parla abbondantemente rumeno. L’allenatore ha la sua porzione abbondante di meriti che ha fatto bene a rivendicare, pur tenendo sempre il focus sulla squadra. Sa bene pregi e virtù dell’ambiente, difficoltà riscontrate e meriti di tutti i ragazzi. Tutto, tranne prendersi gli onori che meriterebbe. E che dopo il doblete si amplificano ancora di più. Ma presto arriverà il mercato: non c’è fronte più valido di quello per farsi ricompensare.
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