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Zazzaroni: “Figc, vedo bene…Agnelli! Zero manager di livello, Marotta se li mangia”
Dalle colonne del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni commenta il terremoto che ha scosso il calcio italiano, fuori per la terza volta consecutiva dal Mondiale. "Chi ha detto che in Italia mancano i fantasisti? Ma se siamo pieni di gente dotata di eccezionale inventiva. Il guaio è che la esprime soltanto fuori dal campo: sui social, in tv e su qualche giornale un tempo prestigioso. Ancor prima di salutare Gabriele Gravina e i suoi derivati - noi italiani siamo degli inguaribili tagliatori di teste -, era partita la gara per piazzare un nome, possibilmente un amico, un parente o un benefattore, alla presidenza della Federcalcio".
"E allora Giovanni Malagò, il più presentabile e preparato nonostante qualcuno del Governo gli abbia già ricordato lo scandalo Gianfranco Micciché (classico caso di Abodi shaming), e poi Giancarlo Abete, Matteo Marani (povero Mat, tirato per la giacchetta), un altro Matteo, Matteo Renzi (...), e Paolo Maldini, Alessandro Del Piero, Roberto Baggio, il cui programma di 900 pagine è stato più volte evocato senza che nessuno l’abbia mai letto (solo Vittorio Petrone e Adriano Bacconi lo possono recitare a memoria), l’incolpevole Alberto Zangrillo (è girata anche questa ed era il 2 aprile, non il primo)".
"Per non parlare poi dei candidati alla panchina dove però la fantasia ha lasciato il passo ai sogni e alle illusioni, trascurando naturalmente l’aspetto economico (il ct viene pagato con soldi pubblici): Massimiliano Allegri, Antonio Conte, José Mourinho, Roberto Mancini, Pep Guardiola (alé) e perché non Carlo Ancelotti che dopo il Mondiale potrebbe lasciare il Brasile o essere lasciato, a seconda del risultato finale? Meglio che mi soffermi su Giovanni Malagò che lo sport, la politica e i rapporti non solo istituzionali li maneggia con grande disinvoltura. Dicono che qualcuno della destra non lo ami e che potrebbe contrastarne l’elezione".
"Mi sta bene tutto: ma se non lui, chi? È vero che da anni non esprimiamo un campione come si deve nel calcio, lo è altrettanto che fuori dal campo siamo messi addirittura peggio: non abbiamo manager di livello. Non a caso uno come Giuseppe Marotta, il più esperto, se li mangia tutti a colazione. Se mi fosse chiesto di indicare un nome, farei quello di chi considero il più competente in assoluto, ma anche il meno spendibile. Posso permettermelo perché non sono juventino: Andrea Agnelli. Sì, proprio quello che ha da poco patteggiato per evitare che un processo durasse all’infinito. PS. Anche un Angelo Binaghi non mi dispiacerebbe: se lo trovate nel calcio fatemi un fischio. Conoscendolo, so che da numero uno della Figc partirebbe spianando Jurassic Park, che è dalle parti di Campo Marte".
(Corriere dello Sport)
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