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Zenga: “Avrei voluto abbracciare mio figlio. Ho sbagliato, ma voglio mi chiami. Le minacce…”

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L'ex portiere nerazzurro ha rilasciato una lunga intervista a CHI nel quale è tornato a parlare del rapporto con i figli

Eva A. Provenzano

«Quando mi ha detto ciao Pa, avrei voluto violare le regole anti-covid19 e andare ad abbracciarlo». Nell'intervista che Walter Zenga ha concesso al settimanale CHI si è parlato del suo ingresso nella casa del Grande Fratello Vip, programma di Canale 5 al quale sta partecipando il figlio Andrea. L'ex portiere nerazzurro è stato accusato di essere un uomo freddo. Nelle sue parole si legge tutt'altro: «So che ci rivedremo, se non mi chiamerà lui lo chiamerò io. Perché spero abbia capito il mio non detto».

«Perché ho deciso di andare al GF? Sono stato tirato in ballo da Andrea appena entrato in casa e anche dal fratello Nicolò in varie trasmissioni tv. E adesso quanto succede in tv poi si trasforma in post sui social e si riversa nei rapporti con la gente. Così tutti pensano di conoscerti quando in realtà non sanno proprio nulla. Io ho anche altri due figli piccoli e non posso ricevere minacce sui social. A me tutto serve, meno che la popolarità», ha aggiunto l'ex portiere dell'Inter.

«Io e Andrea ci siamo visti l'ultima volta nel 2019, al matrimonio del fratello, mio figlio Jacopo. L'ho invitato a fare una foto tutti insieme, a bere una birra con me, ma è stato un muro contro muro. A malapena si è messo in posa per le foto di rito. E mia moglie Raluca ad un certo punto ha detto di mollare, non mi guardava neanche in faccia», ha sottolineato.

Zenga ha anche ammesso di aver commesso degli errori: «Avrei potuto fare di più, ma lui deve cominciare a pensare al nostro rapporto con la sua testa. Ho sempre fatto avanti e indietro per i miei figli. Anche quando vivevo negli States. Con la mamma di Andrea c'è sempre stato un rapporto conflittuale e in una separazione conflittuale ci sono degli svantaggi. Poi io faccio l'allenatore, sono in giro per il mondo. Lavoro sette giorni su sette. Ripeto, ho sbagliato. Ma da quando sono grandi loro potevano raggiungermi ovunque. Vero, è un genitore che deve fare il passo più importante. Però i figli più grandi una telefonata possono farla. In una separazione conflittuale ci rimette sempre il genitore che è più lontano. Il sono lontano non deve però tradursi in 'sei una me*** nelle interviste».

«Il rapporto con il mio primogenito è diverso? Sì. Perché il padre è lo stesso ma le mamme sono diverse. Conosco bene Andrea, siamo simili di carattere. Il suo pianto dopo il nostro incontro è stato umano. Ma dobbiamo parlare noi due da soli. So che non potrà mai essere un rapporto normale dopo tanti anni, ma la verità è quella che ci racconteremo noi. Ora aspetto la sua chiamata, spero arrivi più tardi possibile dato che gioca per vincere», ha concluso l'allenatore.

(Fonte: CHI)

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