In questo momento in casa Inter c'è la necessità di chiudere la pratica quarto posto, poi si penserà alla finale di Istanbul

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Mancano quindici giorni alla finale di Istanbul, un'eternità per qualcuno. Invece no, è dietro l'angolo per qualcun altro, questione di punti di vista. Quello che invece mette tutti d'accordo in casa Inter è che adesso c'è la necessità di chiudere la pratica quarto posto. "C’è una frase di Simone Inzaghi che racconta perfettamente cosa c’è adesso nella testa dell’Inter, aspettando il Manchester City: «Siamo una squadra consapevole». Sapere di essere, in fondo il miglior punto di partenza possibile. L’Inter, questa Inter, non ha dubbi".

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"Solo certezze. «Siamo in missione», è l’altro messaggio lanciato dall’allenatore. Missione che diventa un’ossessione: 15 giorni esatti da oggi per non pensare ad altro. Per far sì che la testa sia solo a come beffare Pep Guardiola e un club che già pregusta la sua prima Champions League", sottolinea la Gazzetta dello Sport.

Inzaghi

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"L’ossessione è figlia di una mente che pensa solo al 10 giugno. E che non ha tempo per altri ragionamenti, tantomeno energie da spendere altrove. Ecco perché al primo punto dell’ordine del giorno c’è la chiusura della pratica qualificazione Champions. Inzaghi e i suoi vogliono definire tutto già domani, contro l’Atalanta. L’obiettivo è liberare davanti agli occhi due settimane, durante le quali l’ultima partita con il Torino sarà solo un passaggio verso la finale Champions e non un match da giocare all’ultimo respiro cercando il risultato necessario per il quarto posto. Questo è il messaggio che Inzaghi ha voluto trasferire alla squadra già nei minuti successivi alla vittoria della Coppa Italia contro la Fiorentina".

(Gazzetta dello Sport)

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