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“Il rumore dei nemici” è tornato per paura: Conte resti e scacci chi vuole il male dell’Inter

Marco Macca

Ha costruito qualcosa di bellissimo, e lo si legge nella paura degli altri. Non lasci. Perché la paura degli altri è la forza dell'Inter

Beppe Marotta ha dipinto magistralmente il quadro, espressione veritiera di ciò che il popolo nerazzurro ha sempre avvertito come un fastidioso status quo: "Sull'Inter c'è spesso la lente d'ingrandimento". Difficile dare torto a un dirigente che carriera le ha viste tutte o quasi. E che si è reso conto di cosa voglia davvero dire servire l'Inter.

Si potrebbero usare fiumi di parole per dare libertà ai sentimenti spiacevoli che l'interista prova in tali situazioni. Provate però a riavvolgere il nastro di circa 12 anni: "Il rumore dei nemici". Vi ricorda qualcosa?

Senza la pretesa di eguagliare Josè Mourinho, proveremo a dare nuova vita a tale ruggito. Con un tempismo 'perfetto' oltre che estremamente sospetto, infatti, il brusio è tornato a farsi frastuono. Non è un caso che, dal momento della vittoria del 19° scudetto dell'Inter (ma non solo), sui nerazzurri se ne siano sentite di ogni. Come se quanto fatto fosse polvere al vento, semplice bagliore in un buio permanente.

L'Inter è riuscita a compiere un'impresa straordinaria. Antonio Conte e i suoi ragazzi meritano ogni elogio possibile per aver riportato gloria alla storia di questo club, che da 11 anni boccheggiava nel deserto e che inseguiva miraggi, sperando di trovare prima o poi acque fresche. Vincere un campionato non è mai facile. Men che meno se, parafrasando proprio Conte, la vittoria vuol dire spezzare un'egemonia lunga nove anni. Senza contare che la Juventus, protagonista delle ultime stagioni, a una squadra già vincente ai nastri di partenza di questa Serie A 2020-21 aggiungeva Morata, Kulusevski, Arthur, Chiesa.

E invece, chissà perché, quegli avvoltoi che dovrebbero svolazzare altrove inspiegabilmente si ritrovano sempre sulla stessa 'carcassa'.

Nonostante uno scudetto cucito sul petto, infatti, l'Inter si ritrova vittima di attacchi ingiustificati e ingiustificabili, come se fosse in quinta posizione, con una qualificazione in Champions League appesa a un filo (ogni riferimento non è puramente casuale). Diciamo pure che tutto ciò fa sorgere dubbi, oltre che riflessioni. L'ultimo episodio, la 'lite' tra Conte e Lautaro Martinez durante Inter-Roma. Ci siamo voltati e di colpo abbiamo scoperto che la reazione dell'argentino era l'evidente espressione della rivolta della squadra. Curioso.

Eccolo, il rumore dei nemici. Lo stesso di cui parlava Mourinho, che gli interisti hanno sempre subìto. Ma questo fastidioso frastuono significa che l'Inter è tornata grande, e che fa davvero paura a tutti. Tutto questo, anche e soprattutto merito di Antonio Conte. Ed è qui che si inserisce il nostro appello affinché resti all'Inter.

Conte ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza, le ha infuso la mentalità dei grandi, di coloro che non hanno paura di affrontare i più grandi e di batterli. La mentalità di chi non ha alcuna voglia di lasciare centimetri per strada. Antonio ha aperto un ciclo, ha tracciato la strada e ha riportato in alto il nome dell'Inter. Lo dice lo spettacolo che offre questa squadra, lo spiegano i numeri della stagione, la felicità del popolo interista, il trofeo in bacheca. Ma è proprio nel rumore dei nemici che si specchia la grandezza ritrovata dell'Inter, come tante volte è accaduto in passato. L'appello è in primis a Suning, e poi ad Antonio. Ha costruito qualcosa di bellissimo, e lo si legge nella paura degli altri. Non lasci. Perché la paura e il rumore degli altri sono la forza dell'Inter, perché gli avvoltoi non tornino a cibarsi delle nostre insicurezze. Perché è lui l'uomo giusto, ora e domani. Quel rumore che tanto ci dà fastidio, è il nutrimento della nostra soddisfazione.