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Dimarco: “Amo l’Inter, sono nato nerazzurro. Champions? È tutto nelle nostre mani”

Dimarco: “Amo l’Inter, sono nato nerazzurro. Champions? È tutto nelle nostre mani”

Il difensore classe '97 racconta il suo legame con questi colori, fra aneddoti del passato e sogni per il futuro

Fabio Alampi

Federico Dimarco, in un'intervista concessa al sito ufficiale della Uefa, ha parlato del suo amore per l'Inter, fra aneddotti riguardanti il suo passato e sogni per il futuro.

Da bambino andavi con tuo padre a San Siro a vedere l'Inter, vero? Hai qualche ricordo?

È vero, ci andavo con mio padre. All'inizio andavo con mio zio e mio nonno, perché avevano l'abbonamento per il Primo Anello Verde, quindi andavo sempre con loro.

Tutti dicono che ami l'Inter. Perché ami questo club? Qual è la cosa principale che ti fa provare questo sentimento?

Sono nato nerazzurro, sento questo amore dentro di me. Provavo questo sentimento ancor prima di giocare nell'Inter, fin da bambino. Quando l'Inter perdeva stavo male.

Poi hai iniziato a giocare nelle giovanili nerazzurre. Che cosa hai provato quando sei arrivato in squadra?

Iniziare a giocare nelle giovanili era la cosa più bella che poteva accadermi in quel momento.

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Dopo le giovanili hai esordito in prima squadra. Come ti sentivi quel giorno?

Era una partita di Europa League e ricordo che era prima di Natale. Per me era un sogno che diventava realtà, una cosa che sognavo fin da bambino. Vestire la maglia della squadra che tifavo era incredibile.

Poi sei andato in prestito in diverse squadre. Queste esperienze ti hanno aiutato a crescere e a diventare il giocatore che sei adesso?

Sicuramente. Ci sono stati periodi difficili, soprattutto quando ero infortunato o non giocavo, ma credo che queste esperienze mi abbiano aiutato a crescere e maturare, a diventare uomo. Ora conosco di più me stesso e le mie capacità.

Quest'anno hai trovato spazio nella squadra che l'anno scorso ha vinto il campionato. È un altro motivo di orgoglio? Sei nella squadra campione d'Italia e stai anche lasciando il segno.

Innanzitutto, ero molto contento che l'Inter avesse vinto il campionato l'anno scorso, anche se non c'ero. Poi, quest'anno sono molto contento di come gioco e spero di fare ancora meglio.

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Che ruolo ha avuto Inzaghi? Ha molta fiducia in te.

Sì, certo. Il mister è molto preparato, così come lo staff. Mi aiutano molto e io cerco di migliorare giorno dopo giorno.

Cosa si prova a giocare in UEFA Champions League quest'anno?

Credo che ogni bambino sogni di giocare in Champions League. Quando scendi in campo e ascolti l'inno, senti un'atmosfera diversa; è qualcosa di speciale. Devi provarlo per poterne parlare.

Avete iniziato con qualche risultato sfortunato, forse meritavate di vincere contro il Real Madrid e non siete riusciti a segnare contro lo Shakhtar Donetsk. Questo ci porta al tema qualificazione: cosa significherebbe per voi andare agli ottavi?

Credo che sarebbe molto importante per noi. Quella contro Shakhtar è stata una partita difficile e sappiamo che cosa è successo l'anno scorso. Ora è tutto nelle nostre mani; dobbiamo solo giocare come sappiamo. Superare il girone sarebbe importante perché sono diversi anni che non ci riusciamo.

Dov'eri quando l'Inter ha vinto la UEFA Champions League nel 2010?

Quell'anno volevo andare a Madrid, ma avevamo un torneo con le giovanili e non ci sono riuscito. Ero impegnato con la squadra e ho dovuto rinunciare, ma ho visto tutta la partita.

Che cosa significherebbe per te alzare la coppa con la maglia dell'Inter?

Un sogno che si realizza. Se dovessi vincerla, rimarrà per sempre nel mio cuore.

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