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Conte aspetta risposte convincenti dall’Inter. Sanchez costretto a lasciare il segno e non solo lui

Andrea Della Sala

Il tecnico dell'Inter vuole risposte importanti questa sera anche da chi sta giocando meno in questo periodo

Turnover nella gara di stasera per l'Inter, ma sarà l'occasione per molti per far vedere a Conte che sono pronti a dare il loro contributo in questa seconda parte della stagione. Tra questi anche Alexis Sanchez.

"L’uomo più esperto a livello internazionale - Godin a parte - è quasi debuttante nell’Europa meno nobile, da quando si chiama Europa League. È il paradosso di Alexis Sanchez, che racconta comunque la grandezza di una carriera vissuta sempre ai vertici con Barcellona, Arsenal e Manchester United. Prima della sfida d’andata in casa del Ludogorets, il curriculum di Sanchez diceva “una presenza in Europa League e un gol”, realizzato con l’Arsenal al Colonia due anni e mezzo fa. Nelle precedenti 9 gare (senza gol), la sorella piccola della Champions si chiamava ancora Coppa Uefa e Alexis si faceva le ossa nell’Udinese, la migliore palestra possibile per una giovane stella in arrivo dal Sudamerica.

Ma la sua storia è fatta di serate di Champions (55 gare, 13 gol) e trionfi con la maglia del Cile, dove la sua stella ha sempre brillato nelle notti più importanti. Stasera il Niño ritrova una maglia da titolare e il Ludogorets, club contro cui ha vissuto una delle ultime gioie personali in Champions League, in una goleada a Londra (6-0) in maglia Gunners. Toccherà ancora a lui, anche nel silenzio di San Siro, come sette giorni fa in Bulgaria. E sarà costretto a lasciare il segno, perché da Antonio Conte si aspetta risposte convincenti in ottica volata scudetto soprattutto da lui ed Eriksen. L’infortunio sembra ormai alle spalle, è ora di dimostrare sul campo di essere ancora decisivo", spiega La Gazzetta dello Sport.

"Fin qui la sua esperienza in nerazzurro non è stato esaltante anche a causa dell’infortunio alla caviglia che lo ha tenuto fermo da metà ottobre fino alla Befana. Infortunio arrivato in nazionale, proprio nel momento in cui si sta prendendo l’Inter: titolare con gol - e rosso - a Genova contro la Samp e soprattutto titolare al Camp Nou contro il Barcellona, dove per quasi 70’ aveva spaventato non poco i suoi vecchi amici blaugrana, con strappi e scatti continui e giocate di qualità. L’Europa League può essere il trampolino di lancio per il finale di stagione, il percorso per tornare “Maravilla”. Ma il tempo delle intenzioni sta finendo: urge un colpo, di quelli vincenti", aggiunge il giornale.