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Zaccaria: “InterSpac acquisterà velocità. Servono forze come il fondo saudita”

Daniele Vitiello

L'ex parlamentare e presidente Rai ha spiegato gli obiettivi del progetto avviato con altri noti tifosi nerazzurri

Roberto Zaccaria, già parlamentare e presidente Rai, fra i fondatori di InterSpac, ha rilanciato l'ipotesi di azionariato popolare legata all'Inter In una intervista ai microfoni di Repubblica ha ribadito le basi del progetto messo in piedi con altri noti tifosi nerazzurri: «Il nostro è un treno che ha bisogno di mettersi in moto e acquista velocità strada facendo. Non ci sono state aperture dall’attuale proprietà e per questo non abbiamo strutturato una proposta. Con buona probabilità l’Inter andrà in mano a chi i soldi da investire li ha già pronti. Quindi, un fondo di private equity ».

Non pensa che gli Zhang possano mantenere il controllo del club?

«Certo è possibile, almeno temporaneamente. Ma parte dei soldi verrebbero comunque da un fondo. L’era dei capitani coraggiosi nel calcio è finita. Siamo di fronte a nuove dimensioni economiche.

Servono forze molto rilevanti, come i grandi fondi di investimento americani. O come il fondo sovrano saudita di cui sento parlare».

Che effetto le farebbe un’Inter con i sauditi in proprietà?

«Quando si configurò l’ipotesi che i libici entrassero nel capitale della Fiat continuai a comprare auto Fiat. Non me ne pento, non cambio idea. L’etica nell’economia deve avere un peso, certo. Ma nel 2016 non m’indignai per l’ingresso di una proprietà cinese, nonostante le molte criticità dal punto di vista del rispetto dei diritti umani in Cina».

Cosa pensa del rapporto fra Renzi e la monarchia saudita?

«Il discorso è diverso. Renzi è un senatore in carica. Per fare il conferenziere dovrebbe abbandonare ruoli formali. Lo dico da professore di Diritto costituzionale. Ben differente è il piano di un club privato che voglia aprire al capitale di un fondo sovrano estero. Personalmente, chiunque sarà il proprietario dell’Inter, mi piacerebbe che l’italianità del club fosse preservata».

L’Inter di oggi è abbastanza italiana?

«Lo è nei ruoli chiave. Basti pensare all’importanza nel progetto di Marotta e Antonello. Ed è bello vedere Oriali vicino a Conte. Una vera bandiera Zanetti, che considero italiano. Sarebbe bello che in futuro un ruolo di garante e dello spirito interista fosse riconosciuto a Moratti e Tronchetti Provera, che hanno dato così tanto alla storia del club».

Quali saranno i prossimi passi del progetto InterSpac?

«Noi soci ci confrontiamo quasi quotidianamente. Il nostro è un progetto di medio termine, volto a rafforzare il capitale sociale dell’Inter. Come dicevo, non siamo coinvolti nell’operazione che sembra essere in corso».

(Repubblica)