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FCINTER1908 / Sucic, quella mano rotta a Cremona e il silenzio per il bene dell’Inter
Il primo febbraio non è solo la data di Cremonese-Inter e del petardo su Audero. E' anche il giorno in cui Petar Sucic finisce sfortunatamente ko dopo un contrasto con Baschirotto, non esattamente un peso piuma. Sucic ha la peggio, la mano fa crac e il giocatore croato finisce sotto i ferri.
Ma l'Inter è in un momento importante della stagione, non c''è modo di stare ai box un mese o due per recuperare al massimo. E così Petar decide di mettere l'Inter davanti al suo benessere personale. Decide di giocare lo stesso ma ovviamente qualcosa non va: il braccio è molto limitato nei movimenti e si vede un Sucic non brillante in campo (non solo per questo).
Sucic decide di vivere l'operazione alla mano, le placche inserite con grande discrezione. Non vuole fornire un assist ai rivali, che potrebbero puntarlo nei contrasti sapendolo preoccupato di proteggere l'arto. Gioca sul dolore, senza fiatare. Non è certo il Sucic brillante di inizio stagione ma il motivo clinico c'è.
Ora l'infortunio è alle spalle, Sucic può correre libero, mano e braccio sono sgombri da tutori o altro. E gli interisti riscoprono, nella serata più importante, tutta la classe dell'ex Dinamo Zagabria. Due assist, un gol e un'esultanza liberatoria con tanto di capriola. Impensabile fino a qualche giorno fa. Ma ora è un altro Sucic, l'infortunio è alle spalle e l'Inter si gode il suo talento.
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