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ESCLUSIVA Pres Grosio: “Mosconi talento, Inter convinta in 15 min! Se Lautaro dice…”
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Da Grosio, paesino sulle montagne della Valtellina, all'esordio in Serie A con la maglia dell'Inter a 19 anni: la storia di Mattia Mosconi, oltre a dare lustro al lavoro del settore giovanile nerazzurro, è servita a dare risalto anche a un territorio storicamente non avvezzo alla nascita di talenti calcistici a livello nazionale. Un legame, quello tra l'attaccante interista e il suo paese, che non si è mai spezzato, nonostante le distanze sempre maggiori dovute ai suoi impegni calcistici. Fcinter1908 ne ha parlato con Pietro Martino Pini, da 22 anni presidente dell'US Grosio, la squadra in cui Mattia ha dato i primi calci ad un pallone: "Il padre di Mattia era nostro allenatore, abbiamo sempre avuto un bel rapporto. Lui non è uno che si sbilancia troppo, ma già quando suo figlio aveva 3-4 anni scherzava dicendo "vedrai, tra poco arriva! Ha un tiro pazzesco!". Quando ha iniziato l'asilo è venuto qua e ha cominciato a giocare, ma si vedeva già che era diverso dagli altri bambini, un qualcosa di innato. Ha fatto i primi anni con noi, poi ha spiccato il volo".
"Giocava già due anni sotto età, e così un giorno parlando con il papà ci siamo detti "perchè non metterlo alla prova in un contesto un po' diverso?". Così abbiamo partecipato a un torneo di squadre dell'hinterland milanese, e pensa che c'erano allenatori e dirigenti avversari che venivano apposta per vederlo! Da lì ho contattato via mail sia il Milan che l'Inter, dicendo che secondo me c'era questo ragazzo da vedere: l'Inter ha risposto in tempi brevi, l'osservatore Massimo Zuccon ha organizzato un incontro con Giuliano Rusca, il Responsabile dell'Attività di Base. Mattia è andato accompagnato da suo padre e da mio figlio: l'allenamento a Interello era cominciato alle 3, alle 3 e un quarto aveva già convinto tutti! Da lì è partito tutto".
"Mattia e la famiglia erano contentissimi, ma la distanza da casa è importante. Così hanno preso un appartamento a Monza, si trasferiscono, ma dopo i primi allenamenti suo padre mi disse che sarebbero tornati indietro: Mattia voleva restare con i suoi amici, anche quelli dell'Inter mi chiamavano per capire la situazione. Un casino! Dopo alcune settimane si sono ritrovati e Mattia ha chiesto di continuare all'Inter, ma di rimanere a vivere nel suo paese, con i suoi amici. La famiglia e il ragazzo hanno fatto dei sacrifici enormi, facendo avanti e indietro da Milano, studiando e mangiando in macchina. Ed era pure un ragazzo da 10 a scuola!".
"L'ho sempre sentito, tutti gli allenatori stravedevano per lui, e non è assolutamente un raccomandato. All'Inter ha fatto tornei importanti in tutta Europa, in uno si è confrontato pure con Lamine Yamal! Più cresci e più la concorrenza aumenta, ma lui si è sempre giocato le sue carte ed è arrivato in Nazionale fin dall'U15, vincendo anche l'Europeo U17 da capitano ed esordendo in Prima Squadra all'Inter a 19 anni. È proprio un bravo ragazzo, è tornato qui poche sere fa e ha salutato tutti, ha la testa sulle spalle e una famiglia solida, gente umilissima e che non si esalta".
"Tra poco andrà in ritiro con la Nazionale per l'Europeo U19 in Galles, in futuro si vedrà, deciderà insieme all'Inter cosa fare".
"Suo padre ha allenato qui, a tempo perso dà una mano a mio figlio, sono molto amici".
"Mattia ha un grande legame con la nostra società e con il territorio, Grosio è sempre casa sua, qui ha gli amici, mantiene come può i contatti anche se è sempre via: una bella personcina! Anche in Prima Squadra all'Inter vedo che un po' il cocco di tutti, è rispettoso, si presenta in punta di piedi e si fa voler bene. Quando uno come Lautaro dice che avrà un gran futuro, così come Chivu... Poi non si sa mai, dipende da tantissime cose".
"Noi purtroppo siamo fuori dal mondo. Anche in altri sport, non è facile prendersi l'impegno di fare avanti e indietro con Milano, Monza e altre zone o decidere di trasferirsi. I talenti ci sono, ma non è facile farsi vedere e prendersi questa responsabilità. Mattia ha iniziato a confrontarsi con il mondo Inter a 8 anni, e grazie a questo si è abituato presto ad altri carichi di lavoro e altre metodologie che qui non avrebbe sperimentato. Deve ancora dimostrare tanto, ma non è da tutti arrivare a esordire in Prima Squadra a 19 anni con la formazione campione d'Italia. Questo sua traguardo è sicuramente da sottolineare, è diventato anche un esempio per i bambini della zona e per il nostro movimento sportivo".
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