Giancarlo Abete, candidato alla presidenza della FIGC, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24 per trattare i temi caldi sul futuro della Nazionale italiana e sulla propria candidatura a poco più di un mese dalle elezioni.

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Abete: “Chi vedo come Ct dell’Italia? Nessuno! Per una partita del Mondiale…”
"La nostra è una campagna elettorale atipica. È fatta per blocchi e non in termini del singolo elettore. È un'opportunità ma anche un problema, determina una sItuazione di pesi e contrappesi che non rende facile il confronto. Lo testimonia il fatto che il presidente Gravina abbia avuto un consenso molto elevato ma che poi non si sia trasformato in una visione condivisa sui programmi da attuare. Il cambiamento deve essere prima elettorale poi normativo".
Chi vede come Ct dell'Italia?
"Non vedo nessuno, per il momento c'è Baldini, naturalmente. Chi sarà presidente farà le sue valutazioni, non voglio danneggiare e creare problemi a nessuno. È corretti che questi rapporti li intrattenga chi acquisisce la titolarità di parlare a nome e per contro della Federazione. L'importante è ripartire, quando mi dimisi nel 2014 non avrei immaginato che per fare una partita del Mondiale avremmo dovuto attendere il 2030. Questo deve essere un elemento di riflessione".
Poi aggiunge:
"La prima cosa da fare è individuare il commissario tecnico. La Federazione accompagna questo processo in attesa del rinnovo delle cariche federali ma poi bisogna ripartire perché la Nations League è alle porte con un progetto tecnico. La seconda cosa è lavorare sul quadro normativo. Il nostro è ingessato e anche con un presidente eletto con il 97-98% del consenso non è stato possibile trovare un'intesa fra le componenti, perché tutti bloccato tutto".
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