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L'avvocato Roberto Afeltra, esperto di diritto sportivo, è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva per parlare delle ultime novità relative all'inchiesta della Procura di Milano sui vertici arbitrali e sul possibile coinvolgimento di Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter che secondo La Repubblica è stato citato dall'ex designatore Gianluca Rocchi.
“È necessario andare con grande calma. Non è una vicenda che si può definire oggi allo stato degli atti. Se la dovessimo definire oggi, diremmo che non ci sarebbero indagati né tra le società né tra i tesserati quindi il tutto limita più grave - secondo me - all'interno della struttura arbitrale. La Procura ha chiesto la proroga delle indagini, e per farlo è necessario depositare tutti gli atti fino a quel momento oggetto dell'istruttoria e portarli a conoscenza delle parti. L'avvocato di Rocchi ha affermato che nulla hanno saputo, al punto che Rocchi, molto intelligentemente, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Mentre Gervasoni, che era titolare della cosiddetta pistola fumante, prova che impediva la ricostruzione della Procura in quanto, se lui è supervisore della Serie B e se quel giorno alle 15:00 era supervisore della A, non poteva trovarsi nella sala inferiore dove c'è la supervisione della B di cui ha la partita a lui contestata Salernitana-Modena”.
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