La Bosnia ha battuto il Galles ai rigori e tra i protagonisti della serata c'è il talentino classe 2007 Kerim Alajbegovic, di proprietà del Salisburgo ma che nella prossima stagione giocherà nel Leverkusen. Il club tedesco, infatti, vantava l'opzione di riacquisto (8 mln) e l'ha esercitata, annunciandolo ufficialmente con un comunicato. Alajbegovic, tra l'altro, è stato accostato all'Inter a gennaio.

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Bosnia, Alajbegovic: “Italia forte, non abbiamo paura. Dzeko leggenda, io cerco di…”
Kerim Alajbegovic ha parlato al Corriere della Sera in vista del match contro l'Italia: «Quando sono entrato in campo contro il Galles volevo ribaltare la partita, lo volevamo tutti, e ci siamo riusciti, credendoci fino alla fine. Abbiamo spinto, cercando di chiuderla nei supplementari, ma ci siamo anche difesi bene».
Il primo grazie a chi va?
«Ai tifosi, quelli che erano davanti alla televisione e a quelli che erano allo stadio di Cardiff, sono stati davvero incredibili».
Nato a Colonia, giovanili nel Bayer Leverkusen, perché ha scelto la Bosnia?
«Da giovanissimo avevo preso parte a qualche camp della federazione tedesca, poi arrivò la chiamata della Bosnia-Erzegovina: parlai con i miei genitori e capii che il mio cuore batteva per la Bosnia. E ora sono orgoglioso di giocare con questa maglia».
Che maestro è Dzeko?
«Un giocatore eccezionale, una leggenda: l’almanacco dei gol parla da solo. Lo guardavo giocare in televisione, e adesso sono in campo con lui: incredibile, posso imparare un sacco di cose».
Dicono che lei sia «un giocatore di strada».
«Mi piace dribblare e, certo, ci sono volte in cui gli allenatori mi hanno detto di fare un’altra scelta, tutte indicazioni che accetto ovviamente, ma non sono neppure un giocatore troppo testardo: se qualche compagno è messo meglio di me, mi piace fargli arrivare il pallone».
Destro e sinistro, quale è il segreto?
«Ho iniziato a lavorarci abbastanza presto, mi allenavo molto con mio padre (Semin, ndr). Se riesci a tirare con entrambi i piedi, banalmente, sei più imprevedibile: gli avversari non sapranno da che parte andrai e con quale piede chiuderai l’azione. Insomma, un bel vantaggio».
Una cosa che le manca?
«Mi sto allenando sui calci di punizione con “Zladdi” (Zlatko Junuzovic, vice allenatore a Saliburgo, ndr) e, a Leverkusen, cercavo di copiare Alejandro Grimaldo, adesso uno dei migliori al mondo nel calciare da fermo. Voglio assolutamente migliorare».
Come avete fatto a battere il Galles?
«Non abbiamo mai mollato, siamo un grande gruppo».
Che sensazione è sfidare l’Italia?
«Una sfida fenomenale. Speriamo di ripeterci, anche se sarà durissima, loro sono davvero forti. Ma li aspettiamo a Zenica».
Com’è lo stadio?
«Piccolo, ma sa incendiarsi: e con un’atmosfera così, tutto è possibile».
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