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Demetrio Albertini, ex centrocampista del Milan e della Nazionale, ha parlato del playoff Mondiale tra Italia e Irlanda del Nord ai microfoni di Libero: "Nessuno vuole prendere in considerazione un terzo Mondiale visto in tv. A volte il calcio viene dipinto come un qualcosa di sacro, ma la partita con l'Irlanda del Nord è giustamente sentita per i motivi che sappiamo. Con quattro coppe del mondo e due europei in bacheca, il nostro football deve rispettare il proprio lignaggio anche se la storia non fa gol".
Due spareggi, due flop: nel 2018 battuti dalla Svezia e nel 2022 dalla Macedonia del Nord. L'incubo c'è.
"Basta pensare al passato e arrovellarsi per quei due appuntamenti mancati, altrimenti si richiama la grande paura. Andiamo in campo per vincere".
Ma cosa dobbiamo temere?
"Una diffusa disabitudine a certe partite".
L'azzurro che può essere leader?
"Tutti parlano delle punte ma in partite dentro-fuori come questa occorrono gli attributi e la capacità di essere leader. Dico Barella".
È lui la proiezione in campo del ct?
"Nicolò è il giocatore che trascinerà tutti gli altri. In 90 minuti serve la spinta psicologica, la parola detta al momento giusto, la pacca sulla spalla".
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