Io capisco che una società, un allenatore, in primis tu voglia difendere il gruppo, il ragazzo, ma c'è modo e modo perché io posso, cioè io potevo dire guarda il ragazzo si è fatto prendere, non so, magari ha voluto, giravi sul fatto che comunque non negavi una realtà. Se lui viene in televisione e dice l'ha toccato col braccio, cioè facendo quasi credere che la decisione dell'arbitro potesse avere un qualche minimo fondamento, è proprio un'alterazione della realtà e questa cosa secondo me non gli rende onore, non gli rende onore a lui.
Non c'è, qui non stiamo parlando, qui stiamo parlando di sport e di valori dello sport. Qui non stiamo parlando di come Fiorentina, Inter, Juve. Però quello che ha fatto Parisi è cercare di fregare. Non si può fare, non è tollerabile che uno cerchi di trarre in inganno in maniera così palese pensando di scappare. Non va bene, è una cosa che nulla contro la Fiorentina, nulla contro il Como. Ma questa roba qui è una cosa che non si può fare, non può passare così. Perché se l'arbitro ci fosse cascato e avesse espulso il povero giocatore del Como, adesso se la ride giustamente la prende a ridere. Va punito. Uno che fa una cosa leggera deve essere punito. Perché la punizione poi la prossima volta, è la legge più semplice del mondo, la punizione funge da deterrente per chi in futuro vuole provare a fare una roba del genere.
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