Lunga e interessante intervista di Yann Bisseck con Marialuisa Jacobelli al podcast The Climb: queste le parole del difensore dell'Inter

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NO SOCIAL DOPO UN ERRORE

- Differenze nei vari paesi in cui hai giocato?

Quando giochi in una società così grande come l’Inter è normale la pressione. Ogni anno dobbiamo vincere qualcosa. Prima non avevo questa pressione, non avevo mai giocato in una società del genere. Molto più semplice crescere come giocatore e imparare. Le esperienze in Portogallo, Danimarca, ho sempre lavorato con gente molto professionale e gentile, mi hanno sempre aiutato. Senza di loro non sarei qui. Parlo quattro lingue: inglese, tedesco, italiano e francese.

- Cosa fai dopo un errore in campo?

La prima cosa: non guardare i social. Non ha senso, la gente… per 2 o 3 giorni il telefono non esiste. Guardare l’errore poi perché si può sempre migliorare. Nel calcio poi c’è sempre la partita dopo, l’errore ci sta, ma devi fare tutto per non farlo di nuovo. Ha tanto a che fare con la personalità. Calcio importante, ma è solo calcio. Io so quanto posso essere forte, devi concentrarti su questo e non sull’errore. L’errore può succedere sempre.

- Cosa ti dici nei momenti difficili?

Boh, è successo, speriamo non succeda di nuovo, basta. Pensato di mollare no, se molli non vai da nessuna parte. Devi sempre continuare, il calcio continua sempre”.

21esimo scudetto
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- Il tuo momento più difficile in carriera?

Probabilmente gli infortuni, uno per 8 mesi. 3 mesi fuori, poi ho ricominciato, poi fermo di nuovo. Fa male, molto difficile nella testa, ma c’è sempre di peggio. Sono stato fortunato, gli infortuni hanno preso tempo ma alla fine sto bene. L’infortunio in Portogallo è stato il più difficile. In campo l’anno scorso invece, ho avuto un po’ di sfortuna, in una grande partita, stavo giocando bene ma la gente si ricorda il fallo di mano. Giusto? Probabilmente sì. 25 anni si è giovani in Italia, ma non per me.

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- Ti sei mai sentito solo?

Non mi sono mai sentito solo, la famiglia c’è sempre, gli amici ci sono sempre. Quando sono solo è perché voglio stare solo. A volte torno a casa e prima cosa dormo almeno 3 ore. Poi freestyle. Quando c’è il sole, è bellissimo.

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