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Lunga e interessante intervista di Yann Bisseck con Marialuisa Jacobelli al podcast The Climb: queste le parole del difensore dell'Inter.
- Quando hai capito che il calcio sarebbe stato la tua vita?
"Penso a 16 anni. Io a scuola volevo fare il dottore coi miei amici, qualche mese dopo sono andato a Colonia, ho fatto due allenamenti, poi l’esordio e poi ho detto che avrei provato col calcio, ora sono qui. Volevo fare il cardiologo. Il sangue è bello, quando apri, per me è top.
- Il tuo percorso fino a oggi?
Difficile, tanti alti e bassi, ma penso che ogni volta che sei giù, ti fa crescere come uomo e giocatore. Io ho avuto tanta fortuna: famiglia e amici erano sempre al mio fianco. Non è stato semplice ma posso essere molto, molto contento.
- Se sognavi questo da piccolo?
No, non lo sognavo. Mi dicevo che era troppo difficile diventare un calciatore, tutti i ragazzi vogliono farlo. Ero abbastanza forte, ma non un talento di alto livello ecco. Ora se mi metto in testa che devo fare una risonanza o qualcosa in ospedale, sono molto contento di essere un calciatore.
- Paura di non farcela?
Non paura. Se non va troppo bene a volte chiedo cosa faccio dopo. Ho avuto anche brutti infortuni, penso 7 o 8 quando ero giovane. 5 o 6 sempre al flessore, se succede ancora? Mi chiedevo questo. Per fortuna non ho smesso ed è andata bene. Essere forte mentalmente? La cosa più importante è avere il supporto della tua gente, la famiglia è troppo importante, gli amici. Quando vai così giù più volte, è molto difficile salire di nuovo da solo. Per me è impossibile. Senza famiglia e amici, io sarei stato in ospedale.
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