Focus sull'Interche ha vinto il campionato e sul suo comandante, Cristian Chivu. Fabio Capello ha risposto alle domande di Federica Masolin per Skysport.it e hanno parlato proprio della squadra che si è appena laureata campione d'Italia.
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Capello: “Chivu? Un merito e una nota negativa. Per l’Europa non è pronto, manca…”

«Chivu lo acquistammo alla Roma perché era un giocatore che ci serviva per costruire una coppia centrale molto interessante. Fu scelto con acume, soprattutto perché Franco Baldini lo conosceva meglio di me. Eravamo molto contenti, perché aveva grandi qualità tecniche. Non aveva una grandissima grinta, ma la sua qualità era molto alta. Credo che come me abbia avuto la fortuna di partire dal settore giovanile e cominciare alla base serve tanto. Capisci cosa puoi fare, come motivare, affronti le prime difficoltà e i primi successi. Lui ha fatto tutto questo percorso», ha detto sul mister.
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Il percorso
—«Ha trovato una squadra scioccata dopo la debacle contro il Psg. Quella finale era rimasta dentro. Ha dovuto lavorare molto sulla testa. Far capire ai giocatori che erano ancora competitivi, ancora forti, e che con la voglia potevano tornare a vincere. E poi io ho vinto subito al primo anno e lui ha ripercorso la stessa strada anche in questo», ha aggiunto sul percorso dell'allenatore.
«Il suo merito principale è stato entrare nella testa dei giocatori, farli sentire importanti, protagonisti, e far capire anche al pubblico che la squadra aveva bisogno di aiuto. Dopo le difficoltà iniziali è stato molto bravo a continuare sulla sua strada. Ha inserito giocatori che sono stati acquistati, ha trovato elementi importanti come Akanji, che in difesa è stato fondamentale. E poi è stato bravo a far diventare Pio Esposito un giocatore da Inter in un momento difficile. E soprattutto è stato bravo a dare alla squadra personalità», ha spiegato ancora Capello.

Le fondamenta
—«L’unica nota negativa è che non è quasi ma riuscito a far giocare la sua squadra ad alto livello per tutti i 90 minuti. Ci sono stati momenti molto buoni alternati a pause. Su questo dovrà lavorare per alzare ancora il livello. Inter a fine ciclo? Il gruppo si gestisce lavorando sulla testa. I giocatori devono vedere miglioramenti e vantaggi nel seguirti. Ha reso ancora più importante Calhanoglue lui Dimarco e Lautaro hanno dato qualcosa in più questa stagione. L'argentino non è importante solo per i gol fatti ma per quello che trasmette alla squadra. Ha sempre lottato, è stato un esempio perché ha aiutato la squadra anche quando era infortunato. Gli è mancato Dumfries, ma Dimarco ha dato tantissimo», ha sottolineato.

E alla domanda su Chivu, se è pronto a competere ad alto livello in Europa, Capello ha risposto così: «No, non è ancora pronto. Gli manca un grande difensore centrale. Gli manca un portiere, perché Sommer ha fatto molto bene ma ha una certa età e riflessi e agilità con il tempo calano. L’attacco è a posto. Forse serve un centrocampista che possa dare il cambio a Calhanoglu. Poi bisognerà vedere anche cosa accadrà al Mondiale: come ogni grande competizione può portare cose positive o negative».
(Fonte: Skysport)
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