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Meani: “Scherzo tanto, intercettazioni prese alla lettera. C’era sistema Juve, mi accorsi che…”
Leonardo Meani, ex addetto ai rapporti con gli arbitri per il Milan che fu condannato nel 2006 a 2 anni e 6 mesi di inibizione nel processo Calciopoli, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport: “Il 7 maggio 2006 il mio nome apparve sulla Gazzetta. Eravamo a Salsomaggiore con la squadra, ricordo Pippo Inzaghi che a colazione mi chiama e, con il giornale in mano, scherza: ‘C’è qui il tuo nome, ora ti vengono a prendere’”.
Vagamente profetico.
“Restai per un mese e mezzo sotto scorta della Polizia, dopo una telefonata in cui avevano minacciato di bruciarmi il ristorante. Scappai all’Elba e anche lì, poliziotti a piantonare la casa. C’erano giornalisti ovunque, anche in incognito tra i clienti”.
Che cosa pensa oggi della sua vicenda?
“Che le intercettazioni, decontestualizzate, non si capiscono. Io scherzo spesso, come i miei amici sanno bene, e alcune frasi dette al telefono sono state prese in senso troppo letterale. E poi, chi non frequenta il calcio non è in grado di capire certe sfumature”.
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