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Cardinale: “Delusione non aver vinto lo scudetto! Io voglio vincere, sarà fallimento se…”
Il proprietario del Milan Jerry Cardinale ha rilasciato un'intervista ai microfoni del Corriere della Sera. Ecco le sue dichiarazioni: «Non aver conquistato lo scudetto è una delusione. E se non entriamo nelle prime quattro sarà un fallimento. Per me, vincere è una priorità. Sempre».
Restare fuori dalla Champions significa perdere cento milioni di euro, disputare un’altra stagione lontano dall’Europa che conta. Insomma, ripartire da zero.
«Siamo stati nelle prime due posizioni della classifica per gran parte dell’anno, in corsa per lo scudetto. Ma il finale è stato sotto gli standard del Milan e abbiamo buttato via la stagione. Sono deluso. Succede, nello sport. Ma questo non ti fa sentire meglio. Io voglio vincere».
Al di là della Champions o meno, cosa succederà in estate? Un’altra rivoluzione?
«Ogni anno valutiamo costantemente come evolvere l’organizzazione e massimizzare le performance. Ogni stagione viene valutata attentamente, soprattutto dopo un’annata sotto le aspettative. A fine stagione valuterò tutto e tutti. Ma questo non è il momento di parlare di cambiamenti, dobbiamo concentrarci sulle prossime due partite».
I tifosi dicono che interessa solo il quarto posto per i soldi Champions.
«Esiste una narrativa secondo cui io penserei solo ai soldi e non a vincere. È assurdo. Se guardate la mia vita e la mia carriera, ho sempre vinto. Quando il club genera denaro, io non lo porto fuori. Lo reinvesto nella squadra. Nei giocatori, infrastrutture e crescita. Negli ultimi tre anni da quando ho acquisito il Milan, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra di A sul mercato. E questo è un fatto. Abbiamo speso perfettamente? Chiaramente no. Dobbiamo fare un lavoro migliore per assicurarci che ci sia una correlazione diretta tra spesa e vittorie. L’idea che disciplina finanziaria significhi non voler vincere non ha alcun senso».
Anche il progetto stadio è una corsa a ostacoli.
«Il motivo per cui stiamo facendo lo stadio è aggiungere risorse finanziarie che ci permettano di competere. Il nuovo stadio non è un’operazione immobiliare, non è un progetto di ego. Si tratta di migliorare il profilo finanziario del Milan per poter competere per i migliori giocatori del mondo. Milano merita uno stadio di livello mondiale. Milano merita di essere riconosciuta globalmente come la casa dello sport, della cultura e della moda».
Ritiene di aver commesso errori, in questi quattro anni da proprietario?
«Certo che ne ho commessi. Questa è probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto, ma sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò. Amo l’Italia. Amo Milano. Per me è diventata una questione personale».
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