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Intervistato dal Messaggero, l'ex attaccante di Roma, Milan, Inter e Samp Antonio Cassano ha parlato di Bastoni, Barella, Esposito e del campionato
«Ma se domani Adani e Ventola mi dicessero che questa avventura è finita, chiudo i social, baracca e burattini e mi ritiro come un tempo. Faccio fatica a confrontarmi con certe falsità che vedo nel mondo del calcio».
Falsità presenti anche quando giocava?
«Sì ma oggi è peggio. Nella vita, non solo nel calcio. I social hanno disintegrato il mondo. C'è quello che dice la sua, quell'altro che offende, poi gli insulti, le finte verita. Ha ragione Sinner: la vita reale non è nei social».
Le piace il calcio solo quando rotola il pallone, insomma.
«Sì. Quando se ne parla, mi si ammosciano...».
Cosa porta nel cuore dell'esperienza di Roma?
«L'ho preferita alla Juve. Volevo giocare con Totti, stare in una città meravigliosa, con la gente calda che piace a me. Purtroppo alla fine il presidente Sensi era malato e non sono riuscito a rinnovare, poi tutto è passato in mano alla figlia e ho avuto dei problemi. Sarei rimasto altri vent'anni. Fatalismo».
A Genova ha trovato la sua maturità.
«Il destino di chi merita le cose belle: mia moglie, i figli».
Le piace Gasperini?
«Da impazzire, non mi piace la Roma come gioca, non vedo nemmeno l'uno per cento della sua Atalanta. Spero solo che, con la Champions, possa restare».
C'è il rischio che vada via?
«La piazza la conosce bene. Se non arriva quarto, diranno che ha fallito».
Che cosa servirebbe per il salto di qualità?
«Intanto, mettere alla porta quattro/cinque giocatori».
Ah, però.
«Sì, fuori dai c... Mancini, Cristante, Dybala e Pellegrini. Serve gente giovane, forte, non questi sce-neggiatori, che fanno cinema, baciando la maglia, che si appellano agli amici comunicatori, che litigano con tutti. E Cristante poi, in campo ta il vigile urbano. In questi anni con loro, la Roma è sempre arrivata sesta e settima. Fuori aria sporca, dentro aria pu-lita. Tutti fuori dalle scatole».
Malen lo salviamo?
«Lui è forte e fa la differenza, poi gloca nel nostro campionato, che è molto scarso. Però è un buon giocatore, non c'è dubbio. Ma in questo contesto uno così ti cambia la partita in dieci minuti. Poi con Gasperini gli attaccanti fanno sempre bene, basti ricordare Retegui».
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