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fcinter1908 news interviste D’Ambrosio: “Ho smesso senza rimpianti. Inter? Calo normale, ma i miei compagni sanno…”

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D’Ambrosio: “Ho smesso senza rimpianti. Inter? Calo normale, ma i miei compagni sanno…”

D’Ambrosio: “Ho smesso senza rimpianti. Inter? Calo normale, ma i miei compagni sanno…” - immagine 1
L'ex nerazzurro ha parlato ai microfoni di Radio Dee Jay
Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 

Ospite di Fabio Caressa e Ivan Zazzaroni su Radio Dee Jay, Danilo D'Ambrosio ha parlato del momento dei nerazzurri. «Deciso di smettere improvvisamente? Era già un annetto che si pensavo. Quando cali devi chiederti cosa farai da grande, se vuoi continuare a giocare e io avevo dato tutto quello che potevo, ho vissuto palcoscenici importanti e sono orgoglioso di quello che ho fatto, ho deciso di smettere senza rimpianti e rimorsi».

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-Calo fisico e psicologico dell'Inter, come si spiegano le sconfitte negli scontri diretti? 

Non credo sia un calo definitivo. Ci sono tante partite ed è normale un calo come è successo a tutte, chi prima e chi dopo, fa parte del percorso in una stagione. Conta come reagisci quando sai di non essere al top. L'Inter ha dimostrato di essere una squadra matura, soprattutto quando ha perso con le big. 

-Quando non vinci da 7 derby, c'è il retropensiero a livello psicolgico o i giocatori ci pensano? 

Tutto gira intorno alla parte psicologica nel bene e nel male quando si trova l'equilibrio di affontare le difficoltà poi nei momenti di up ottieni i tuoi obiettivi. Puoi avere squilibrio da certi risultati, ma conoscendo i miei compagni sanno qual è l'importanza del derby. Sono entrati sicuramente con la voglia di vincere a prescindere dai precedenti. Perché quando affronti partite così sai che partite sono. 

-Dopo la riga cosa c'è: allenerai, vuoi cambiare settore? 

Ho cambiato settore ma sono rimasto comunque nel mondo del calcio. Intanto ho una holdig operativa che si occupa di start-up e lavoro con il settore giovanile dell'Inter come ambassador. Con uno sponsor importante nei giorni scorsi abbiamo toccato temi come l'educazione finanziaria e toccheremo temi come il buon tifo, il razzismo. Sono rimasto nel mondo del calcio ma lavoro con i giovani. Il progetto è formare gli uomini. La vita è una e poi si aprono tante parentesi come quella del calcio ma uno deve essere focalizzato sul fatto che il calcio fa parte della vita, non è il contrario. 

-La prima cosa che faresti per sistemare quello che accade nei settori giovanili? 

Vi anticipo che lavoro su un progetto serio sui ragazzi e il calcio degli adulti. Riguarda il mettere a centro i ragazzi per una valutazione oggettiva dei calciatori. Abbiamo giovani interessanti e allenatori bravi, ma spesso non vengono giudicati in maniera oggettiva e meritocratica. 

(Fonte: Radio Dee Jay)