Visto il k.o. con il Milan, questa per l’Inter resta una gara decisiva per la corsa scudetto?
«Il distacco resta appunto notevole. Certo, l’Atalanta è una squadra tosta da affrontare, e cercherà di non allontanarsi dalla zona europea».
Secondo lei perché non peserà la sconfitta nel derby?
«I nerazzurri hanno esperienza, sanno come riprendersi. L’Inter è una squadra costruita per vincere lo scudetto. Ha una rosa molto forte e farà di tutto pur di aumentare il divario con il Milan».
Al di là del 6-1 in Champions con il Bayern, quest’anno all’Atalanta è invece mancato qualcosa?
«Non so, però c’è da dire che in Coppa ha affrontato una delle squadre più forti del mondo. Ora l’Atalanta deve pensare al resto della stagione. Deve conquistare più punti possibili per chiudere tra i primi 6 e strappare il pass per le coppe europee».
Quanto possono pesare le assenze di Calhanoglu e Lautaro Martinez nell’Inter?
«L’assenza di Lautaro è davvero molto pesante. L’Inter l’ha sentita in fase offensiva, l’abbiamo notato nelle ultime gare. Questi due sono giocatori fondamentali. Hakan detta il ritmo per la squadra».
Senza Lautaro, e dopo aver saltato il derby, per Thuram può essere la gara della svolta?
«Capita che un attaccante faccia fatica nell’arco di una stagione intera. In ogni modo, sì: per Marcus può essere la gara della svolta dopo un periodo delicato. Dovrà essere aiutato concretamente da Pio Esposito, che fa tanto lavoro sporco».
A proposito di Esposito, in tanti lo paragonano a Luca Toni.
«Esposito mi piace tantissimo. È il futuro del calcio italiano, è meraviglioso. Può davvero dare tanto alla Nazionale azzurra. Sì, anche a me ricorda Toni. Forse, però, rispetto a Luca, può giocare anche con un attaccante al suo fianco e non solo fare il centravanti puro».
Quanto è importante il lavoro di Chivu?
«Cristian è decisamente bravo. Non dice mai una parola sbagliata e fa giocare bene la sua squadra».
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