Alla vigilia di Inter-Verona, ultima gara casalinga della stagione dei nerazzurri e l'occasione per celebrare lo Scudetto e la Coppa Italia, il calciatore nerazzurro Denzel Dumfries ha rilasciato un'intervista ai microfoni del quotidiano Libero.
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Dumfries: “‘Double’ simbolo di un gruppo rinato. Futuro? C’è la clausola, dopo il Mondiale…”
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Come sei arrivato all’Inter in quel lontano 2021...
"Eh, a un certo punto durante quell’estate mi ha chiamato Piero (Ausilio, direttore sportivo nerazzurro, ndr) e mi ha detto “guarda che devi venire subito”".
Così diretto? E tu?
"Gli ho detto “ok, io ci sono. Se trovate un accordo col Psv va bene”. Sai, io lì ero il capitano".
E alla fine non solo sei arrivato ma sei diventato una colonna della squadra...
"Non è stato semplice, c’è voluto tempo. Diventare un titolare dell’Inter non è mica uno scherzo".
E tu come ci sei riuscito?
"Per “colpa” di quel rompiscatole di Mario Cecchi! (ride, citando l’assistente tecnico di Chivu, ndr) Tu non puoi capire quanto rompe Mario Cecchi. Sono cinque anni che mi sta addosso, non puoi capire. Io ora lo chiamo “Zio”, lo Zio Mario. Mammamia quanto mi è stato addosso...".
L’anno scorso è cambiata la guida tecnica, parte dello staff… ma lui è rimasto!
"Sì! Incredibile! Lo Zio Mario sempre dietro a me...".
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