- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
news
Inter, Luis Henrique: “Possibile doblete grande soddisfazione. Quello che ha fatto Chivu…”
Luis Henrique ha parlato ai microfoni di GloboEsporte. L'esterno dell'Inter ha raccontato lo stato d'animo suo e di tutto lo spogliatoio a due giorni dalla gara col Parma che può consegnare matematicamente lo scudetto ai nerazzurri. Interessante anche il pensiero sul ruolo che sta interpretando, i meriti di Chivu per il cammino della squadra e sul futuro.
Come stai vivendo questo momento, vicino al tuo primo grande titolo in Europa?"Per me è un motivo di grande ansia. Può essere il primo titolo importante della mia carriera, un titolo nazionale in Europa. Sono molto ansioso ma anche molto felice. Vedo che anche il gruppo ha questa aspettativa, tutti molto coinvolti. Anche per quello che è stato l’anno scorso, credo che questo ci abbia ridato entusiasmo. Ora, arrivando alla fine e vedendo che possiamo conquistare due titoli, è molto gratificante per il lavoro fatto, per l’unione del gruppo e con il nuovo allenatore. Per me è stato tutto nuovo, quindi è una grande soddisfazione".
Quanto è stato importante il lavoro dell’allenatore nel cambiare la mentalità della squadra?"Credo che abbia molto a che fare con il mister. È arrivato e ha saputo fare un grande lavoro per rialzare il morale di tutti e lasciarsi alle spalle la tristezza. Sapevamo che sarebbe stato un anno di duro lavoro per cambiare il passato. È riuscito a mettere tutto in pratica e i risultati si vedono".
Quanto conta questo possibile titolo anche per i tifosi?"Anche per i tifosi è motivo di grande attesa, perché può essere un titolo molto bello. Credo che sarà una buona risposta rispetto alla scorsa stagione".
Come stai vivendo il cambio di ruolo come esterno?"Come esterno sto crescendo sempre di più, perché è una posizione nuova per me. È circa un anno, un anno e mezzo che gioco così, quindi è un apprendimento quotidiano, soprattutto nella fase difensiva. Sono sempre stato più portato ad attaccare, mentre in questo ruolo devi correre di più e aiutare anche dietro. Credo però di essermi adattato bene. Sono felice di poter giocare e aiutare la squadra, e anche per la fiducia dell’allenatore. Mi alleno in diverse posizioni, quindi sono sempre pronto per quello che serve".
Quando è iniziata questa trasformazione tattica?"A Marsiglia, con De Zerbi. Prima di una partita mi disse che aveva bisogno che giocassi in quel ruolo. Mi spiegò che avrei dovuto correre di più e difendere molto, ma che aveva fiducia in me perché ho il fisico per coprire tutta la fascia. Accettai e funzionò. Lì giocavo più da ala offensiva, mentre all’Inter partecipo di più alla costruzione e vengo più incontro. Mi piace aiutare nell’impostazione e credo di essermi adattato bene".
Quali sono le principali differenze tra il calcio francese e quello italiano?"Avevo già avuto contatti con allenatori italiani al Marsiglia. Mi dicevano che avrei dovuto crescere molto tatticamente e che avrei sentito la differenza rispetto alla Francia. Ed è stato così. In Italia si lavora tantissimo sulla tattica, con molti video e studio degli avversari. In Francia è più un calcio fisico e di contropiede, mentre qui è molto più strategico".
Sogni la nazionale brasiliana?"Certo. Sono in un club che dà grande visibilità. Dipende da quello che faccio in campo per realizzare questo sogno. Più ruoli riesco a coprire bene, più posso essere visto in modo diverso. Devo lavorare qui, poi il resto verrà di conseguenza".
Cosa ti hanno lasciato questi anni in Europa?"Sono stati due anni importanti per capire meglio il calcio europeo. Ho avuto l’opportunità di tornare in Brasile e poi rientrare per fare una buona stagione al Marsiglia, dando una risposta e aiutando il club anche con una buona cessione. Ora è una nuova sfida, ma ogni giorno va meglio. Ho la fiducia dello staff e del gruppo, ed è fondamentale".
Che emozione è passare da una piccola città della Paraíba a lottare per lo scudetto?"Sono molto ansioso. Ho saltato l’ultima partita per un piccolo infortunio, ma spero di tornare presto. Ho visto la gara da casa e ho sentito tanta emozione. Scherzo con gli amici dicendo che ero campione nei tornei scolastici della mia città, e ora poter vincere un campionato italiano sarebbe qualcosa di speciale per me e per la mia famiglia".
Vuoi tornare a giocare in Brasile in futuro?"Sì, ma non a fine carriera solo per trascinarmi. Voglio tornare ancora in buone condizioni per poter aiutare davvero. Sogno di vincere in Brasile e giocare un’altra Libertadores. È qualcosa da valutare bene, ma è una volontà. Sono ancora in contatto con molti giocatori lì, come Tiquinho e altri del Botafogo, oltre a Lucas Fernandes, che è un grande amico".
© RIPRODUZIONE RISERVATA