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fcinter1908 news interviste Kempes: “Lautaro top, segna sempre. Ecco chi mi ricorda. Champions? Difficile come il mondiale”

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Kempes: “Lautaro top, segna sempre. Ecco chi mi ricorda. Champions? Difficile come il mondiale”

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L'ex attaccante dell'Argentina Mario Kempes ha parlato di Lautaro e del dualismo con Alvarez in Seleccion
Andrea Della Sala Redattore 

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante dell'Argentina Mario Kempes ha parlato di Lautaro e del dualismo con Alvarez in Seleccion:

Quattro anni fa Scaloni ha compiuto una grande impresa: è più Menotti o Bilardo?

«Scaloni è Scaloni. Non avevamo ct e la Seleccion era allo sbando. Ha fatto piazza pulita del passato, tenendo soltanto Messi, Di Maria e Otamendi. Ha sorpreso tutti. E ci ha portati al Mondiale».


Nel 2022 ha vinto con Messi e una punta, più Julian Alvarez che Lautaro: sarà ancora così?

«Sì, per ragioni di equilibrio: Messi più un centravanti, abbiamo tanti mediani incursori. Lautaro e Julian si alterneranno. Sono diversi. Lautaro deve stare vicino all’area, lì è decisivo, Julian è più bravo a dare una mano a centrocampo. Ma credo sia arrivato dall’Atletico con qualche problema fisico».

Lautaro è sottovalutato?

«Lautaro è un gran giocatore. È diventato capitano di un club come l’Inter pur essendo straniero, ha conquistato i tifosi, segna sempre. Goleador vero. Mi ricorda Luque, il centravanti con cui ho vinto il Mondiale. Non molto tecnico ma potente e sempre al posto giusto nel momento giusto. Con gran senso del gol».

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L’Inter penserà alla Champions.

«Ma la Champions è difficile come il Mondiale. In campionato è favorita, in Europa i tempi cambiano e ci sono tante grandi».

Chi si trova meglio con Messi: Lautaro o Julian?

«Con Messi è facilissimo e difficilissimo. Ha una visione unica, inventa, ti mette davanti al gol, ma a volte devi capire cosa farà: pensi che tiri fuori dal cappello un coniglio, invece è un elefante».

Cosa direbbe a Lautaro?

«Di stare tranquillo e fare come all’Inter dove gli riesce tutto. Anche se c’è un momento difficile e il gol non entra: è la vita del goleador. Ma lui segna sempre».

Tutti aspettano ormai l’Italia…

«Oddio, l’Italia: mi dispiace. Il peggior momento della storia. Ancor più preoccupante che non sia passata con i playoff. Temo non ci sia stato un ricambio generazionale, intendo federazione e tecnici, non solo giocatori. Che poi i giocatori ci sono. Il calcio è cambiato, il catenaccio era la grande forza, forse non è riuscita ad adattarsi alle novità. Non c’è stata rivoluzione tecnica. Bisogna intervenire presto».

Per la panchina si parla di Conte o Mancini.

«Ma loro ci sono già stati, forse è qui il problema. Ho sentito di Guardiola, ma non sappiamo se da ct sarà come da allenatore: sono due lavori diversi. Deschamps con una nazionale ha fatto bene».