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fcinter1908 news interviste La Russa: “È lo scudetto della rivincita dopo gli zero titoli. Chivu? Gli do solo 9 perché…”

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La Russa: “È lo scudetto della rivincita dopo gli zero titoli. Chivu? Gli do solo 9 perché…”

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Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, grande tifoso dell'Inter ha parlato della stagione dell'Inter e della vittoria dello scudetto
Andrea Della Sala Redattore 

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Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, grande tifoso dell'Inter ha parlato della stagione dell'Inter e della vittoria dello scudetto:

Presidente La Russa, l’ha soddisfatta più questo scudetto o meglio quello della seconda stella?

«Se devo proprio sceglierne uno, preferisco quello della seconda stella perché l’abbiamo vinto davanti al Milan nel “loro” San Siro ed era un numero tondo. Gli altri sono tutti uguali e ogni volta c’è stata una festa bellissima da vivere. Questa volta, poi, la festa è ancor più speciale perché porto le mie nipotine a celebrare il loro primo scudetto dal vivo».


Si ricorda anche il suo primo tricolore, da bambino?

«Fu il primo di Herrera nella stagione 1962-63. Per la precisione, ho cominciato a tifare Inter l’anno prima che arrivasse il Mago, quando Angelillo era il capocannoniere. Poi dal 1960, con Helenio, cambiò la storia: ero appena arrivato a Milano dalla Sicilia e ricordo anche un dettaglio particolare alla fine del girone d’andata 1960-61. L’Inter era in testa con due punti sul... Catania!».

Aveva il cuore diviso già allora?

«Sì, tifavo Inter e Catania. Tra l’altro, l’ultima partita del girone d’andata era proprio Inter-Catania: se i rossazzurri avessero vinto, sarebbero stati campioni d’inverno, invece persero 5-0 con quattro autoreti...».

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Anche stavolta entrambe le squadre giocano nella stessa giornata, in categorie diverse.

«Infatti, per me sarà un felice tour de force. Prima a San Siro per Inter-Verona e la consegna dello scudetto tra le mani di Lautaro, poi via a Lecco per vedere almeno un tempo dei playoff di C del Catania. Ho un ottimo rapporto con il presidente Pelligra: io e lui parliamo o in inglese o in siciliano antico. Poi si torna a Milano per stare al Duomo, in terrazza: un brindisi a questo 21esimo scudetto se lo merita tutto».

E a chi si brinderà, di preciso?

«Alla squadra, al tecnico e alla società: questo è il tricolore della rivincita. Anche l’anno scorso eravamo i più forti, ma avevamo più partite sulle gambe e le altre, soprattutto il Napoli, alla fine erano più in palla. Il pericolo vero era che, dopo la delusione dello “zero tituli”, ci inabissassimo e lottassimo al massimo per il quarto posto. Invece Chivu è stato bravissimo, ma gli do “solo” 9: il 10 arriverà l’anno prossimo, quando faremo meglio in Champions».