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fcinter1908 news interviste Luis Henrique: “Ho imparato la fase difensiva, sono felice e libero. Carlos decisivo ma Lautaro…”

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Luis Henrique: “Ho imparato la fase difensiva, sono felice e libero. Carlos decisivo ma Lautaro…”

Luis Henrique: “Ho imparato la fase difensiva, sono felice e libero. Carlos decisivo ma Lautaro…” - immagine 1
Intervistato da Estadao, l'esterno brasiliano analizza i suoi primi mesi a Milano
Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 

Dopo un inizio complicato e complice l'infortunio di Dumfries, Luis Henrique si è ritagliato uno spazio importante nell'Inter di Chivu. Il brasiliano è adesso dentro i meccanismi della squadra e man mano è diventato sempre più un tassello importante per l'Inter. Intervistato da Estadao, l'esterno brasiliano racconta i suoi primi mesi a Milano: "È un ruolo al quale mi sto adattando, richiede anche molta fase difensiva. Sto imparando ogni giorno a gestire marcature e pressione, ma credo di cavarmela bene".

"Sono stati sei mesi di lavoro intenso. All’inizio giocavo a sprazzi, entravo per pochi minuti, poi sono riuscito a trovare continuità. Sono molto felice, mi sento sempre più libero in campo. E penso che questo mi porterà al livello più alto del calcio".

Nonostante il nuovo ruolo, non rinnega il suo DNA da attaccante. A spronarlo a entrare in area è soprattutto il padre, suo primo allenatore in una scuola calcio a Solânea, nello Stato della Paraíba.

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«Mi ha allenato fino a quando sono andato via di casa. Se devo dire chi è stato l’allenatore più severo che ho avuto, è ancora lui. È quello che mi chiede sempre di più. Ma mi piace così. Anche quando gioco bene, trova qualcosa su cui farmi crescere. E questo mi aiuta tantissimo. Finita la partita, prendo il telefono e trovo il suo messaggio: si congratula, ma allo stesso tempo mi chiede di più. Mi insiste molto sul fatto di attaccare l’area. È stato il mio primo allenatore e lo sarà per tutta la vita».

Il suo primo approdo in Europa risale ai 18 anni, quando l’Olympique Marsiglia investì 12 milioni di euro per acquistarlo. Nel 2020, in piena pandemia, trascorse quattro mesi da solo in Francia. «È stato un adattamento duro: ero molto giovane, senza altri brasiliani in squadra. All’epoca lo staff era portoghese e questo mi ha aiutato». A metà 2022 arrivò il ritorno in prestito al Botafogo, ormai trasformato in società per azioni sotto la guida di John Textor.

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Luis Henrique fece parte della squadra del 2023 che vide sfumare il titolo brasiliano dopo un girone d’andata straordinario. «Quando sono tornato è stato bellissimo, perché non avevo mai giocato il Brasileirão. Il 2023 doveva essere un anno magico: il primo turno fu impeccabile. Ancora oggi nessuno sa spiegare cosa sia successo dopo. A volte rivedo i video del 2024, quando hanno vinto il titolo, e penso: forse doveva andare così».

 

Nel suo secondo club europeo l’inserimento è stato molto più semplice rispetto al 2020. «Appena arrivato, Carlos Augusto mi ha accolto benissimo, mi ha fatto conoscere il club e si è sempre preoccupato per me. È stato fondamentale per ambientarmi». Anche la lingua lo ha aiutato ad avvicinarsi ai compagni francesi, oltre a stringere amicizia con l’argentino Lautaro. «Mi hanno accolto alla grande. Lautaro è stato uno dei primi a scrivermi quando ho firmato. Con i francesi mi trovo bene: sono almeno otto a parlare francese e con loro passo molto tempo. Thuram, Bonny, Diouf, oltre a Carlos, che è molto presente nella mia quotidianità».