Le parole di Maicon ai microfoni di Prime Video: l'ex interista si è raccontato, parlando del Triplete ma anche dell'addio ai nerazzurri

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MOURINHO

Rapporto con Mourinho

"Quando arriva all'Inter, mi abbraccia e mi dice: 'Sarai il mio capitano'. Capitano come quello della barca, non della squadra. Ho detto: 'Non ti preoccupare, sarò sempre con te'. Un rapporto unico. Mi lasciava fare tutto quello che volevo, se chiedevo di rimanere a casa due giorni mi diceva ok. Siena? Giovedì era il mio giorno e la partita era sabato sera. Giovedì andiamo in ritiro. Io dico: 'Non possiamo andare giovedì in ritiro'. Iniziamo a giocare a carte tutti insieme e poi arriva Mourinho. Io gliel'ho detto subito: 'Hai paura della partita col Siena? Perché facciamo il ritiro oggi, cosa ci facciamo qua?'. Lui mi ha detto: 'Sì, perché in questa partita possiamo vincere il campionato'. Allora ho fatto una scommessa: 'Se stiamo vincendo la partita, posso prendere il quinto giallo e mi lasci una settimana in più in Brasile?'. Lui: 'Se fai due gol sì'. Ho fatto due gol. Avrà pensato, farà un gol e al massimo un assist. E il secondo gol è in fuorigioco di una roba… Lui corre verso di me per non farmi togliere la maglietta ma io la tolgo comunque. Tutti sono tornati a fine dicembre, io il 4 gennaio. Se vincevamo la partita, io avrei preso il giallo al 1000%, sapevo come fare, avrei pagato la multa (ride, ndr). Poi siamo saliti sul pullman e Mourinho mi fa: 'Hai vinto tu la scommessa'"
Mourinho

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Addio Mourinho

"Lui aveva firmato a gennaio con il Real Madrid. Come faccio a saperlo? Mi voleva portare là con lui. Io lo sapevo già da gennaio. Lui non l'aveva detto a nessuno. Zero. Era una cosa nostra. Stavo tornando a casa e mi chiama: 'Ti devo parlare'. E mi dice: 'Andiamo a Madrid insieme'. A gennaio. Non avevamo vinto niente. Per questo dico che è una persona unica. Cosa ho risposto io? Prima vinciamo, poi vediamo. Lui era sicuro di vincere. Il primo anno quando siamo usciti con lo United ci disse: 'L'anno prossimo vinciamo la Champions'. Per questo è diverso da tutti. Io non ho mai pensato di andare. Lui non mi ha mai detto bugie, sempre la verità. Secondo me aveva chiamato solo me. E dopo il gol con la Juve festeggio facendo il gesto che sarei restato. Se mi sono pentito? Mai nella vita. Tutte le scelte sono state mie e me le tengo. Dico anche questo: la rifinitura prima della finale di solito ci si allena nello stadio della finale. Non ci siamo allenati al Bernabeu ma al centro sportivo del Real. Mourinho sapeva già tutto. Tutto già programmato. E poi mi ricordo che mi chiamò qualche giorno prima di Inter-Juve mentre ero in Nazionale con Adriano, che era in panchina. Mi disse: 'Digli che quando torna lo metto in attacco di fianco ad Ibra, si deve allenare bene'. Parlo con Adriano che non ci credeva. Ha iniziato ad allenarsi bene, ha giocato e abbiamo vinto 2-0 con la Juve. Adriano aveva un grande cuore, abbiamo fatto di tutto per aiutarlo, poi decide la singola persona"

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