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Marchisio: “Stupito da Chivu? Ereditato squadra già forte. Oggi il vero tuttocampista è Barella”

Andrea Della Sala Redattore 
Intervistato da Repubblica, l'ex centrocampista della Juve Claudio Marchisio ha parlato della grande sfida di San Siro contro l'Inter

Intervistato da Repubblica, l'ex centrocampista della Juve Claudio Marchisio ha parlato della grande sfida di San Siro contro l'Inter:

Marchisio, Inter-Juventus è ancora "la" partita oppure le dimensioni delle due squadre sono ormai troppo lontane?

«Non c'è dubbio che da 4 o 5 anni l'Inter sia la squadra più forte, indipendentemente da quanto poco ha vinto. Ma la Juve ci arriva in maniera diversa rispetto a com'era prima di Natale. Ha più certezze».

Non è una sfida scudetto: corretto?

«Se guardiamo la realtà sì, ma chissà come sarebbe andata se Spalletti ci fosse stato dall'inizio».

Chivu dall'inizio c'è: è stupito da lui?

«Dire stupito sarebbe troppo, perché ha ereditato una squadra che già era forte. Ma sta reggendo il confronto con il passato, facendo anche meglio di Inzaghi. È stato bravo non tanto a ricostruire, quanto a psicanalizzare un gruppo che veniva da quella terribile finale. Lo aiuta sapere tutto dell'Inter».

Si può dire che il Chivu della Juventus sia Chiellini?

«Ci sta. Con lui stiamo vedendo una linea societaria più chiara. In estate aveva accettato di aiutare in un ruolo che non era quello che si aspettava, mentre ora la sua importanza si sta delineando più concretamente. È già una figura di riferimento per i giocatori e nella prima parte della stagione nei momenti difficili ci ha sempre messo la faccia, come Locatelli».

Lei la maggior parte dei derby d'Italia li ha giocati da favorito: la Juve può essere condizionata dal fatto di non esserlo più?

«Forse qualche mese fa sarebbe andata a San Siro con un altro spirito, ma con Spalletti se la giocherà alla pari. Di sicuro il risultato pesa più per i bianconeri, perché intorno al quarto posto la classifica è molto corta».

Sta dicendo che l'Inter può già cominciare a gestire il vantaggio?

«Diciamo che se vince domani fa un passo in avanti lunghissimo».

Spalletti le piace?

«Molto. Mi ha sempre intrigato, è uno che lascia sempre qualcosa. Ha ereditato la squadra in un momento non semplice e la sta valorizzando al meglio, anche nei singoli: penso a Kelly e a Locatelli, che finalmente sta facendo vedere quanto siano importanti le sue caratteristiche. Prima era troppo criticato».

Anche per lei l'Inter è più di un nemico?

«È la nostra cultura a volere due entità contrapposte anche fuori dal campo. Finché rimane nella sua specificità questo tipo di rivalità mi piace perché alimenta la passione, se sfocia in altro invece no».

Ha amici tra gli ex interisti?

«Amico è una parola grossa, diciamo che ho giocato contro grandi campioni e grandi uomini. Oggi ammiro Barella, uno degli ultimi che mi ricorda i centrocampisti dei miei tempi: sa fare un cambio di gioco di 60 metri, usa i due piedi, sa inserirsi, tirare, fare assist. Io guardavo Conte e Davids, Lampard e Gerrard, Vidal e Pirlo, Pogba, Iniesta. Oggi il vero tuttocampista è Barella».

Come finisce domani?

«Mi auguro un bel due, ma sarà una partita intensa. La accenderanno Lautaro e la stella di Yildiz, anche se si vincerà a centrocampo».