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Marcolin: “Scudetto, weekend decisivo. Chivu deve crescere, ma dopo certe sconfitte…”

Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 
L'ex calciatore è intervenuto negli studi di DAZN per trattare i temi d’attualità tra cui la sfida tra Inter e Atalanta

Dario Marcolin, ex calciatore e ora opinionista e commentatore tecnico, è intervenuto negli studi di DAZN al termine della sfida tra Torino e Parma per trattare i temi d’attualità tra cui la sfida tra Inter e Atalanta.

"C'è solo un modo per dare una risposta per Cristian Chivu, ma anche per Palladino. Giocare immediatamente, e far capire che comunque la strada ancora è lunga e l'Inter vuole prenderci questo campionato, perché la storia dell'Inter di quest'anno dice che con le cosiddette piccole, andiamo sulla parte destra della classifica, quelle partite le ha vinte tutte, tranne una con l'Udinese. Contro le grandi, le prime cinque del campionato, ha sempre avuto dei grandi problemi. La bravura dell'Inter però è stata rialzarsi, perché dopo che ha perso con la Juve, dopo che ha perso Napoli, dopo che ha perso anche i derby, ha sempre dato una risposta positiva e questo può essere il leitmotiv da cavalcare per Cristian Chivu. Può darsi anche che magari a confronto a Allegri e Chivu ci sono tante macchine di differenza e l'allenatore del Milan ha studiato qualcosa in più come tattica e strategia verso l'Inter, però. Oggi se Chivu deve dare una risposta la deve dare anche Palladino, rivedere la vecchia Atalanta e riprovare a fare una grande partita a San Siro".

Poi torna sul K.O nel derby:

“È strano, ma l'Inter nel derby partita non ha fatto l'Inter e ti lo spiego: l'Inter di Chivu utilizza un modulo base che era quello di Inzaghi ma in più è verticale. Andava a pressare gli avversari, sempre addosso sul portatore di palla, andavano a chiudere gli appoggi vicini, con il Milan ha aspettato. Questa è stata la strategia di Chivu. Al contrario invece il Milan che di solito blocco basso e riparte con i centrocampisti e con i giocatori di gamma è andato a pressare l'Inter e lì nasce la fotografia della partita, poi dopo una volta che il Milan è andato in vantaggio sei andato sul terreno del Milan a gestire la partita e poi hai un “mago” come Allegri che ti sa trovare tutte le coperture, al di là di questo vado sulle partite importanti. Non è grave se diciamo che in quelle partite anche l'allenatore dell'Inter deve crescere. Perché è stato un grande giocatore, le ha fatte quelle partite, ma l'allenatore è diverso, l'allenatore in quelle partite lì deve avere qualcosa. Chivu per me è fortissimo, vincerà il campionato, ma per lui devi fare tesoro di queste partite, studiarsele, capire. Col Milan è rimasto da aspettare, magari nelle grandi partite invece è il contrario e che deve andare a prendere gli avversari”.

Secondo te è anche un problema dei giocatori?

“Allora, quello che dicevo io inizialmente era la strategia dell’allenatore. Poi se andiamo sui giocatori è un conto giocare quelle partite con Lautaro e Thuram, è un conto con Pio. È più difficile rispetto a prima e anche buoni, sono due giocatori che comunque hanno un peso specifico diverso, quindi se pensano all'impalcatura della squadra è una squadra che sì deve essere ringiovanita, che però poi è la struttura per fare bene in quelle partite, non giocando con l'attacco titolare in queste gare qualcosa paghi”.

L’Inter ha la capacità ad azzerare dopo certe sconfitte…

“È stata la bravura di Chivu di lavare la testa della squadra dopo certe sconfitte perché se tu pensi all'inizio del suo percorso, ha perso a Torino contro la Juve. All’inizio ti trovi la strada in salita, invece piano piano ha incassato, ha elaborato, ha rimesso a posto delle idee nuove, hai visto un’Inter verticale, un’Inter che pressava, un'Inter che aveva le alternative, tutti dicevamo che aveva le alternative di una rosa profonda, che se uscivano due, entravano due, la qualità rimaneva lo stesso, che era l'unica squadra, che in quel momento lì devo dire è stata brava ad assorbire quelle sconfitte, cioè è stata sempre la risposta che ha dato. Facciamo un esempio, Napoli a Bologna è stato brutto, ha dato una risposta clamorosa cambiando modulo contro l'Atalanta quando c'è stata la ripresa. L’Inter ha fatto lo stesso, dopo la Juventus si è ripresentato a otto risultati di fila, dopo di nuovo il successo che ha perso si è ripresentato a sei risultati di fila, cioè lì ha fatto la differenza sulla testa”.

Campionato riaperto?

“Il vero nodo è questa domenica. Il Milan giocherà dopo che hanno giocato tutte, l'Inter potrebbe pareggiare con l'Atalanta, e se il Milan vince a Roma va a meno 5 con 9 partite. Sono tutte supposizioni, ma questo è il momento in cui il Milan deve provare a cavalcare il suo entusiasmo, la vittoria nel derby, il fatto che fisicamente le altre squadre arrivano che hanno giocato anche le Coppe, il Milan no. È qui il momento dove tu dici, le squadre giocano le Coppe e sono stanche. Questo weekend è quello in assoluto secondo me che si può stabilire se il Milan potrà agganciare qualcosa o no”.