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Materazzi: “Pallone d’Oro? Scelte bizzarre, Lautaro si tenga strette le parole di Messi”

Materazzi: “Pallone d’Oro? Scelte bizzarre, Lautaro si tenga strette le parole di Messi” - immagine 1
L'ex difensore dell'Inter, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato della classifica del Pallone d'Oro
Andrea Della Sala Redattore 

L'ex difensore dell'Inter Marco Materazzi, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato della classifica del Pallone d'Oro che ha vinto Lautaro posizionarsi settimo:

«Sicuramente tra i primi cinque. Nulla da dire su Rodri o su chi ha vinto Champions ed Europeo, come Carvajal. Anche Lautaro però ha vinto, e lo ha fatto con l’Inter e l’Argentina... Ha ragione a dire che si aspettava di più».


La giuria, quella vera, non è andata oltre il settimo posto.

«A volte chi sceglie lo fa seguendo strade bizzarre, diciamo così. Per quanto mi riguarda, il Pallone d’oro è un riconoscimento che non conta granché. Il valore, quello vero, lo definiscono il club con cui alzi le coppe e i trofei che vinci. E direi che Lautaro è messo piuttosto bene: infila un successo dopo l’altro con l’Inter, da capitano, e lo stesso gli succede con l’Argentina. Ha vinto un Mondiale e due Coppe America, l’ultima da capocannoniere del torneo. È questo che conta davvero, ve lo dice uno che è diventato campione del Mondo segnando in finale contro la Francia e che in quel 2006 non finì nemmeno tra i primi 50».

Lei non ci rimase male? Nemmeno un po’?

«Sono sincero, no. Ho vinto tutto con la maglia dell’Inter e ho alzato una coppa del Mondo con la Nazionale, non farei certo a cambio con un Pallone d’oro. Con nessuno dei trofei vinti in carriera».

Tra Lautaro e la top 5 in cui lei lo avrebbe collocato, ci sono Haaland e Mbappé. Entrambi nella scorsa stagione hanno vinto un campionato, come l’interista, ma in nazionale solo delusioni. Allora cosa incide davvero nei criteri di assegnazione del premio?

«Occorre capire se si sceglie in base il valore assoluto dei giocatori, e possiamo discuterne, o se pesa la bacheca. Se pesa per tutti allo stesso modo, intendo dire. Ma ripeto, chi vota per il Pallone d’oro non è sempre lineare nelle scelte. Volete un altro esempio?».

Materazzi Inter

Prego.

«Sneijder nel 2010. Triplete con l’Inter, finale mondiale con l’Olanda. Se Robben non si fosse divorato un gol contro la Spagna, su assist proprio di Sneijder, la storia sarebbe cambiata? Magari no, visto che Wesley alla fine ha chiuso al quarto posto».

Quell’anno il Pallone d’oro andò a Messi, il recordman del riconoscimento che nei mesi scorsi ha fatto “campagna” per Lautaro: «Lo merita più di chiunque altro».

«Ecco, Lauti si tenga strette quelle parole, perché il giudizio di Messi vale più di tutta la giuria del Pallone d’oro messa insieme. E aggiungo pure l’affetto di tutti gli interisti: Lautaro è un simbolo, un capitano vero, ha trascinato la squadra a un traguardo storico come lo scudetto della seconda stella, da capocannoniere della Serie A. Sono questi i fattori che ti stimolano a fare di più, ad alzare il livello per vincere ancora».

Aver dominato il nostro campionato non è bastato a Lautaro per scalare posizioni. La Serie A è sottostimata a livello internazionale?

«In Premier vince quasi sempre il City, nella Liga è un discorso tra Real e Barcellona, in Bundesliga Leverkusen campione dopo 11 anni di Bayern . In Serie A, dal 2021 a oggi, lo scudetto ha cambiato padrone ogni anno: io la chiamo competitività, spettacolo, equilibrio. Chi la pensa diversamente è fuori strada».

Guardiamo avanti, alle prossime edizioni del Pallone d’oro. Lautaro è destinato ai soli piazzamenti o potrà posare con il premio tra le mani?

«È una bella partita. Stimolante perché, a prescindere dai criteri di voto, i nomi con cui si confronterà resteranno quelli di grandi attaccanti come Mbappé e Haaland. Io però, per carattere e tempra, prendo Lautaro tutta la vita. E gli auguro di eguagliare il mio record: vincere scudetto, Champions, Mondiale per club e Mondiale in nazionale. Mancano le ultime due caselle da riempire...».

A proposito di coppe internazionali, c’è chi rimprovera al numero 10 interista un rendimento al di sotto dei suoi standard proprio in Champions. Lei come la pensa?

«Lautaro ha fatto gol ovunque, ha giocato una finale di Champions due stagioni fa, ha trionfato in Coppa America segnando più di tutti e decidendo la finale. Di che parliamo?»

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