Il commento duro di Mauro sulla situazione della Juve e sul futuro di Luciano Spalletti
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Della situazione della Juve e della posizione di Luciano Spalletti ha parlato, intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex difensore bianconeri Massimo Mauro:
«Ero allo stadio con la Lazio e ho visto due cose: un fenomeno, che si chiama Romano Floriani Mussolini, impressionante con e senza palla; ma pure una Juve in cui c’era una difficoltà a muoversi, non solo a prendere il pallone e a dribblare. Mi sembrava una partita tra una squadra di Serie A e una di D. Così il futuro è preoccupante. Anche perché non è mica facile scendere in campo con la maglia che pesa come un’armatura: bel problema».
Questione di testa?
«Sì, ma non solo. La Lazio ha dimostrato di avere le idee chiarissime e l’umiltà di correre senza palla, con sempre 4-5 possibilità di passaggio, mentre nella Juve tutti volevano il pallone tra i piedi. Così non si va da nessuna parte e, oltretutto, la fase difensiva diventa difficilissima. La Lazio ci è andata a nozze, facendo sembrare Bremer e compagni dei dilettanti...».
La squadra di Spalletti non impressiona da inizio anno...
«I punti, che sono molto pochi, parlano chiaro. Qualche buona partita l’ha pure fatta, ma il problema è che ci sono delle situazioni che, se non arrivano i risultati, vengono fuori. Spalletti non ha un centravanti e io non so perché abbiano inseguito per 3 sessioni di mercato Kolo Muani: mi avevano convinto che fosse un nove, invece più lo vedo giocare e meno mi sembra. Poi ci va aggiunta anche la sfortuna di aver perso Yildiz, Thuram e Locatelli, tre uomini importantissimi, e allora diventa una tragedia: che Douglas Luiz e Sarr facessero i titolari in una grande Juve non me lo sarei mai aspettato. Infatti è una Juve normale. L’idea di Spalletti era di giocare sugli esterni, dando tutta la responsabilità a Yildiz e a Conceiçao. Ma il turco si è fatto male, il portoghese non è un top player e la frittata è fatta».
Adesso Spalletti rischia?
«A me, da ex calciatore, non piace dare la colpa a una persona sola, ma so bene che l’allenatore rischia ogni volta che una squadra non va bene. Ed effettivamente la Juve sta andando malissimo».
È preoccupante che il tecnico abbia detto di non essere più certo di avere in mano la squadra?
«No, non sarebbe lui: Spalletti è anche questo. Però con lui si è sempre vista una brillantezza di gioco e una capacità da parte dei giocatori di dare qualcosa in più. Questo la Juve da 7-8 mesi non riesce a farlo e accade non perché l’allenatore non ha in mano la squadra, ma perché i calciatori sono più scarsi di quello che tutti noi pensavamo».
Bremer ha accusato: “Qualcuno si nasconde...”
«Ha sbagliato perché quelle cose, da capitano oltretutto, non si dicono in tv, perché fanno riferimento a una precisa responsabilità dell’allenatore e della società nella costruzione della squadra. Questa non è la Juve, o almeno quella che ho conosciuto io».
Vede delle similitudini con lo Spalletti della Nazionale?
«Per me è peggio con la Juve, perché può allenare tutti i giorni. Però l’alibi degli infortuni bisogna sottolinearlo, perché se si mette in discussione il tecnico bisogna valutare tutto. E Spalletti gioca dall’inizio del campionato senza Yildiz, Thuram e Locatelli».
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