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Doblete al primo anno. Primo tentativo e subito vittorie per Cristian Chivu. Marco Valerio Ricci, mental coach o - come preferisce lui - ottimizzatore di performance ha analizzato l’aspetto mentale dei nerazzurri nell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport.
Qual è il segreto di Chivu?
“Sembra una persona molto centrata, che si lascia toccare poco dai fattori esterni. Ha saputo trasmettere solidità alla squadra e sopperire ad assenze importanti come quella di Lautaro”.
Come si risolleva un gruppo dopo una delusione come quella di Monaco?
“Il grande merito di Chivu è stato il recupero della squadra dal punto di vista mentale. E per farlo si riparte da zero, ricostruendo tutto. Chivu ha ereditato un nucleo forte ma è ripartito con le sue idee. Ha saputo creare un gap temporale mentale tra questa stagione e quella passata: i giocatori in buona parte sono gli stessi ma la squadra è cambiata. La filosofia di Inzaghi, che aveva una personalità molto forte, non si sente più”.
Su quali elementi bisogna lavorare?
“I nuovi innesti, specialmente se giovani e affamati come Pio Esposito, aiutano a dare nuove energie e motivazioni. Ma anche dando più responsabilità a chi in passato ne aveva avute meno. Si taglia con i ruoli, non con i personaggi”.
Quanto il doblete è merito di Chivu?
“Molto, ma vado controcorrente e dico che le concorrenti hanno avuto troppi passaggi a vuoto. Ad esempio il Napoli, come spesso succede al secondo anno di Conte: lui spreme tantissimo i suoi giocatori e poi è difficile andare ai suoi ritmi. Magari l’Inter avrebbe vinto lo stesso, ma non così facilmente”.
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