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Moriero: “L’esultanza di Thuram? Vi racconto come nacque. Dimarco come me…”

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Il gesto inventato dall’ex nerazzurro negli anni ha fatto il giro del mondo fino a tornare abbinato ai colori dell’Inter
Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 

Allo gol che ha sbloccato Torino-Inter il ricordo di tanti tifosi nerazzurri è andato a Checco Moriero. Non tanto per l’azione, ma per l’esultanza. Thuram, dopo aver insaccato di testa, ha lustrato il mancino di Dimarco, che a modo suo aveva pennellato il pallone verso il 9 di Chivu. Quell’esultanza era diventata celebre proprio grazie a Moriero: «Tutto nacque istintivamente, non c’era nulla di preparato – racconta l’allenatore salentino a TuttoSport -. Andai a lustrare lo scarpino a Recoba, poi è stato un gesto che ci accompagnò per tutto l’anno. Si dava onore al compagno di squadra per aver realizzato un gran gol o un gesto particolarmente importante».

Quindi fu spontanea.

«Sì, sì, ma io ero un fantasista, un estroso. E per questo dovevo inventarmi qualcosa anche fuori dal campo (ride, ndr). Poi certo, non avevo pensato che quel gesto avrebbe fatto letteralmente il giro del mondo».A Torino Thuram, dopo aver segnato il gol del momentaneo vantaggio, ha lustrato le scarpe a Dimarco, autore dell’assist.

«Tra tifosi e amici ho ricevuto un sacco di foto di questa cosa qui (ride, ndr). Ovviamente mi fa piacere, soprattutto se fatto dai calciatori dell’Inter, ma badi bene, è un gesto che ormai è conosciuto ovunque, tanto che anche all’estero e in altri campionati è capitato che esultassero così».

Si tratta comunque di un omaggio a lei e a quell’Inter.

«Sì, un gesto storico che è rimasto nella mente di tutti i tifosi nerazzurri. Certo, lustrare le scarpe a Ronaldo era un’altra cosa (ride, ndr), però è bello che si onori così un compagno di squadra. E mi fa piacere perché dal nulla abbiamo dato la possibilità ad altri giocatori di copiarci. E dopo trent’anni è ancora in auge. Le dico questo: noi abbiamo la chat dei ragazzi del ’97-98. Siamo rimasti amici, siamo restati in contatto nonostante il passare degli anni. Ci sfottiamo, ci facciamo gli auguri, parliamo delle partite, ma pure delle esultanze...».

Dimarco è il miglior assistman della storia della Serie A.

«Ha sempre dimostrato di essere un giocatore importante su quella fascia con i suoi cross. Parliamo di uno che vede prima la giocata, un calciatore che mi è sempre piaciuto, oltre a fare assist poi realizza anche i gol».

C’è qualche somiglianza tra voi due?

«Io ero più un funambolo, però come Dimarco mi piaceva di più come soddisfazione personale quella di mandare in gol un compagno di squadra».

Anche lei “galoppava” sulla fascia.

«Io nasco nel 3-5-2 di Mazzone come tornante sulla destra. Dovevi coprire tutta la fascia, andare su e giù, ma il mio compito era pure quello di assistere per l’appunto i compagni di squadra (ride, ndr). Si correva...Poi io ogni tanto facevo uscire delle giocate tipo dribbling e rovesciate da metacampo (ride, ndr). Ma quello faceva parte delle mie caratteristiche».

L’Inter vincerà il titolo col Parma?

«I nerazzurri hanno già vinto lo scudetto. Poi mi auguro accada già domenica, ma il risultato finale secondo me non è in discussione».