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fcinter1908 news interviste Padelli: “Inter di Spalletti? Aria pesante, spogliatoio diviso in gruppi. Lui…”

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Padelli: “Inter di Spalletti? Aria pesante, spogliatoio diviso in gruppi. Lui…”

Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 
Il pensiero del portiere dell'Udinese sul passato con l'allenatore toscano che si ritroverà di fronte nella gara con la Juventus

Udinese-Juventus è occasione per Daniele Padelli di riabbracciare Luciano Spalletti. I due hanno lavorato insieme all'Inter nel biennio in cui l'allenatore toscano riuscì a riportare i nerazzurri in Champions League. Anche di questo ha parlato il portiere dei friulani nell'intervista concessa oggi a TuttoSport. Si legge infatti in un passaggio:

Che effetto le fa vedere Spalletti sulla panchina bianconera? Immagino sia stato lui a chiamarla all’Inter nell’estate del 2017… 

«In realtà, ai tempi, avevo già trovato l’accordo con il direttore Ausilio. Con il mister ci siamo scoperti a vicenda nelle settimane successive. Parlavamo molto. Ricordo una sera in ritiro prima di una partita: Berni, Ranocchia ed io eravamo nella lounge dell’hotel, lui è arrivato, ci ha visti e si è fermato con noi a chiacchierare del più e del meno. Di come ci trovassimo a Milano, delle nostre case, della sua meravigliosa tenuta a Montaione.

È una persona piacevole, generosa. A livello pratico è esigente come pochi. Pretende tantissimo dai suoi giocatori, dallo staff, e in generale dall’ambiente che circonda la squadra. Poi ha il suo modo di esprimersi, che può piacere o meno, ma sa come entrarti in testa, anche con le sfuriate. A noi portieri ci faceva lavorare molto con i piedi: voleva che aiutassimo la squadra in fase di impostazione superando la prima linea di pressione».

Che idea si è fatto sul cambio di gerarchie nella porta bianconera? 

«Non posso permettermi di giudicare le sue scelte dal momento che non vivo lo spogliatoio. Però è chiaro che se il mister ha scelto di spedire Digre in panchina per qualche partita, probabilmente è perché non lo vedeva sereno a livello mentale. Anche perché non mi sembra che Michele abbia combinato tutti questi disastri. Ma, ripeto: quei due anni con Lucio sono stati cruciali per la mia carriera, sotto tutti i punti di vista. Con il suo calcio, ha riportato l’Inter in Champions a distanza di sei anni dall’ultima volta. E questo al netto di periodi complessi che si è trovato ad attraversare. Ne è uscito sempre benissimo».

Quanto vi destabilizzò il caso Wanda-Icardi all’epoca? 

«Non era uno spogliatoio facile da gestire. C’erano tante personalità forti, si erano creati diversi gruppetti... Poi, in quel momento, stavamo pure attraversando un periodo dove non arrivavano i risultati. Insomma, c’era un’aria pesante, eppure il mister è stato bravissimo a tirarci fuori da quella situazione, instradandoci verso la Champions».