In una lunga intervista rilasciata a Tribuna.com, Alvaro Recoba ha toccato diversi argomenti

Screenshot 2024-01-14 alle 15.50.27

VIDEO / Il figlio di Recoba segna un golazo sotto gli occhi del padre

MANCINI

MANCINI

Voglio che mi racconti un aneddoto perché credo non sia mai stato raccontato. Allenamento alla Pinetina, a porte chiuse, un tuo amico. Si avvicina a Mancini e gli chiede, Chi sei? E il tuo amico risponde "No, sono un amico del Chino." E Mancini replica, "Se sei così amico, digli di correre." È vero? È davvero quello che pensava di te?".

"Sì, è vero. Guarda, quasi siamo venuti alle mani con Roberto. Si arrabbiava per questo, perché diceva che non correvo abbastanza, che non ero disciplinato. È un allenatore a cui tengo molto, lo apprezzo davvero, e giocava bene a calcio, giocava davvero bene, quindi era come dire, beh, magari questo ragazzo ha talento, magari tatticamente non fa questo o quello, e portava a discussioni, a confronti. Un giorno ho lasciato l’allenamento perché mi ha cacciato e me ne sono andato, e gli ho detto che l’avrei aspettato fuori, che ce la saremmo vista, io avrei colpito lui, lui avrebbe colpito me, poi sono andato a casa, e il giorno dopo avevamo una partita, e l’ultima cosa che pensavo era che mi avrebbe lasciato fuori rosa, e invece ero in panchina. Un altro allenatore che è diretto, ti dice le cose in faccia. Mi è successo con Lippi, mi è successo con "Muñeco" Gallardo".

(Tribuna.com)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti