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Sacchi: “Inter, col Bodo senza frenesia. Con Esposito attacco coperto, la rimonta passa da…”

Sacchi: “Inter, col Bodo senza frenesia. Con Esposito attacco coperto, la rimonta passa da…” - immagine 1
L'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport in vista del match di ritorno dei playoff di Champions League
Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 

Arrigo Sacchi ha rilasciato un'intervista ai microfoni de' La Gazzetta dello Sport in vista della sfida di ritorno tra l'Inter e il Bodo/Glimt, in programma martedì sera a San Siro. Si riparte dal 3-1 in favore dei norvegesi, maturati mercoledì all'andata in Scandinavia.

Il Bodo Glimt è un avversario tutt’altro che semplice da affrontare.

"Verissimo, ma io penso che nella sconfitta dei nerazzurri un ruolo notevole lo abbiano giocato gli aspetti ambientali: il freddo e il campo sintetico. A San Siro sarà un’altra musica".

Sacchi: “Inter, col Bodo senza frenesia. Con Esposito attacco coperto, la rimonta passa da…”- immagine 2

Senza Lautaro?

"Ci sarà Pio Esposito? Sì? E allora si può stare tranquilli, l’attacco è ben coperto. Piuttosto, mi preme che la difesa e il centrocampo non concedano quelle ripartenze che sono state letali lassù in Norvegia. Se vince con due reti di scarto l’Inter va ai supplementari e, a mio avviso, tra i nerazzurri e il Bodo, per quanto i norvegesi mi abbiano impressionato positivamente, due gol ci stanno tutti. Cosa fondamentale: non farsi prendere dalla frenesia, farsi trascinare dal pubblico, ma senza mai perdere i riferimenti e le giuste distanze in mezzo al campo. Questa sfida si vince in mezzo, credetemi".

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Certo che tutte le italiane fuori già ai playoff sarebbe uno smacco tremendo per il calcio italiano. Che ne pensa?

"Non voglio pensarci, perché ragionare in termini negativi non aiuta. Le partite d’andata hanno detto che siamo indietro rispetto alle squadre straniere, ma aspettiamo quelle di ritorno prima di fare il funerale. Gli italiani, intesi come popolo, nei momenti di difficoltà riescono a tirare fuori risorse impensabili. Lo dice la storia, non solo quella calcistica".