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Torrisi: “Oggi Ronaldo farebbe tre gol a partita. E quanti ricordi con Vieri!”

Torrisi: “Oggi Ronaldo farebbe tre gol a partita. E quanti ricordi con Vieri!” - immagine 1
L'ex difensore di Bologna, Atletico Madrid e Parma racconta alcuni aneddoti della sua carriera, dentro e fuori dal campo
Fabio Alampi Redattore 

Stefano Torrisi, ex difensore con un passato - tra le altre - con Bologna, Parma e Atletico Madrid, ha concesso un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Un aneddoto? con i pantaloni del pigiama in discoteca: dormivo fin verso mezzanotte, entravo dall'ingresso sul retro del Pineta, due chiacchiere con Bobo Vieri e gli amici e tornavo a letto. Quello è stato un luogo di culto per la carriera di tanti e lì ho conosciuto la mia ex moglie, da cui ho avuto due figli e con cui ho aperto un negozio di abbigliamento a Praga".

Con Bobo Vieri ha fatto staffetta anche all'Atletico Madrid.

"È lì, con 24 gol in 24 partite, che da Christian è diventato Bobo Vieri. Arrivo anch'io perché mi vuole Arrigo Sacchi, viviamo insieme nel suo appartamento, che poi era casa di Esnaider, ma dura solo un mese. Dopo il ritiro siamo a Milano Marittima, ci aspettano di nuovo a Madrid per l'amichevole Atletico-Lazio ma troviamo l'autostrada intasata, perdiamo l'aereo da Venezia e arriviamo con un giorno di ritardo. Sacchi ci manda in tribuna, dove i dirigenti della Lazio finiscono per assediare Bobo: lui voleva restare, l'hanno convinto quella sera".

Il più difficile da marcare?

"Trezeguet: giocava solo di prima, niente dribbling ma quel suo movimento 'ad elastico'. Ma il più complicato da marcare era Pippo Inzaghi: ai nostri tempi il fuorigioco a volte non te lo fischiavano".

Ma per come giocava, oggi Torrisi sarebbe da Nazionale?

"Nel calcio di oggi penso proprio di sì. Avevo iniziato da mezzala sinistra, in difensore mi trasformò Ciapina Ferrario a Modena, perché quando facevo gol nelle partitelle non volevo perdere e andavo dietro a difendere. Con Ulivieri da stopper sono diventato centrale di costruzione: mi chiamavano il nuovo Baresi, ma il mio modello era Fernando Hierro. Tecnicamente ero simile a Bonucci: ambidestri, nessuna paura di avere la palla nei piedi, visione di gioco, meno forte di testa di lui, ma più veloce negli spazi. Piuttosto: i calciatori di oggi come starebbero nel calcio di ieri, con le regole e le 'stecche' di ieri? Oggi Ronaldo il Fenomeno farebbe sempre tre gol a partita, glielo firmo".