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fcinter1908 news interviste Vanheusden: “Smesso perché i figli contano più del calcio, non potevo vincere. Inter scelta che…”

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Vanheusden: “Smesso perché i figli contano più del calcio, non potevo vincere. Inter scelta che…”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Protagonista del podcast di Mpoku, Up & Down, l'ex difensore ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera

Protagonista del podcast di Paul-José Mpoku, Up & Down, Zinho Vanheusden ha ripercorso le tappe più importanti della sua breve carriera. L'ex difensore ricorda il suo arrivo all'Inter nel 2015 quando aveva appena 15 anni. 

"A 15 anni non ero pronto per il calcio professionistico, ero ancora un bambino. Sapevo benissimo di voler andare in Italia per imparare a difendere. Perché non rimanere allo Standard? In qui momenti guardi altre cose, vuoi diventare la migliore versione di te stesso. A 15 anni non ero pronto a giocare nella prima squadra dello Standard, tra l'altro mi avevano offerto di più, ma più che i soldi ero interessato alla mia crescita, a imparare a difendere e all'Inter ho fatto questo. Non parlavo italiano, se volevo fare una scelta semplice sarei rimasto allo Standard".

"È una scelta che rifarei al 100% perché quello che ho imparato lì non lo avrei imparato da nessun'altra parte, nemmeno in prima squadra. Lì sono cresciuto come calciatore, ma anche come persona. Ero solo in un paese non mio, quindi dovevo imparare ad assumermi delle responsabilità. I primi tre mesi trascorsi a Milano sono stati i più difficili della mia giovinezza, ti manca casa". 

IL RITORNO ALL'INTER

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Nell'estate del 2021 il belga viene nuovamente acquistato dall'Inter che lo gira in prestito al Genoa. "In quel momento lo Standard aveva bisogno di soldi e voleva vendermi. L'Inter voleva che giocassi in Italia e in un buon club. Loro pensavano che dopo 2-3 stagioni allo Standard era arrivato il momento di andare a giocare in Serie A. È stata una scelta di cuore, lo Standard aveva bisogno di soldi, non volevo lasciare il club nella merda o senza soldi".

IL RITIRO

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"La parte più facile è stata la scelta di smettere di giocare a calcio. Mi ha salvato un po' a livello mentale. Il calcio è l'amore della mia vita, è tutto per me. Ma mi ha permesso di respirare di nuovo. Non devo più lottare. Ogni giorno ti alzi e combatti contro qualcosa. Alla fine, sapevo che non avrei vinto. Ma ho lottato anche se sapevo che era impossibile. Ma c'è di più nella vita: il mio primo figlio e il secondo in arrivo".

(YouTube Paul José Mpoku)