fcinter1908 news interviste Zenga: “Sommer garanzia. Futuro? Faccio tre nomi per l’Inter. La mano di Chivu si vede”

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Zenga: “Sommer garanzia. Futuro? Faccio tre nomi per l’Inter. La mano di Chivu si vede”

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex bandiera dell'Inter Walter Zenga ha parlato della gara di questa sera contro la Juve
Andrea Della Sala Redattore 
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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex bandiera dell'Inter Walter Zenga ha parlato della gara di questa sera contro la Juve

Walter, il più bello?

«Quello in semifinale di Coppa Italia, col rigore di Rossi parato all’ultimo minuto. Io ero un ragazzino, mi ritrovai di fronte mostri sacri come Boniek, Scirea, Cabrini, Gentile, Platini. Ho parato un rigore anche a lui».

Ma segnò sulla ribattuta, novembre 1985.

«Sì, mentre l’anno successivo, sempre dal dischetto, calciò fortissimo all’incrocio. Se mi avesse preso sarei finito dentro la porta col pallone. Aveva provato a beffarmi con un pallonetto dopo un’azione incredibile, ma tolsi la sfera dalla porta mandandola in angolo. Poi segnò su rigore nell’azione successiva. Mi diede un buffetto sulla testa dopo aver segnato. Un segno di rispetto di un campione. All’epoca era così, c’era stima reciproca».

Un altro rigore parato che ricorda con orgoglio?

«Uno a Baggio, sempre in Coppa Italia, febbraio ’92. Mi avrà segnato cinque o sei gol. Io posso dire di aver parato un rigore a Roby, lui di aver segnato a Walter Zenga».

Com’era una vigilia di Inter-Juve trent’anni fa?

«Un altro mondo. Ci riscaldavamo nei corridoi degli spogliatoi. L’altro giorno ho postato una foto di una tournée in Cina nel 1978, dopo la Coppa Italia Primavera. C’erano Anastasi, Beccalossi, Marini. Mi chiedevo: “Oh, ma davvero sono qui?».

Inter-Juventus, per anni, è stata Tacconi contro Zenga.

«All’epoca facevamo finta di litigare, ci mettevamo d’accordo per far uscire delle cose. Se ho giocato titolare in Nazionale tanti anni è perché dietro di me c’era lui che spingeva. Mi spronava. Ho sempre avuto un gran rispetto, e sono felice che adesso stia bene. Ha vinto la partita della vita. Quand’è stato male ho rotto le scatole al figlio per avere notizie, ero in prima fila alla presentazione del suo libro».