Adani analizza il mercato fatto dai rossoneri e la scelta di alcuni giocatori:
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Adani: “Milan, calcio a 110 battiti: c’è da chiedersi se giocatori e allenatore…”
“C’è da chiedersi se davvero sono arrivati giocatori giusti, se questi giocatori sono stati accompagnati nella maniera giusta all’interno della proposta di squadra. Oppure, se questi acquisti sono stati sbagliati. Delle due, l’una. Nell’ultima campagna, l’arrivo di un fenomeno come Modric e di un grande giocatore come Rabiot ha certo aggiunto qualità e esperienza alla squadra. E poi? Ricci e Jashari erano nomi, per diversi motivi, molto attesi. Così come Estupiñán, reduce da tre anni di Premier da titolare così come rappresentante di una delle nazionali più in crescita dell’ultimo lustro. Nkunku è stata una scommessa su un giocatore di talento, reduce da infortuni ma che, per esempio, nella partita contro l’Atalanta ha mostrato di saper essere impattante in Serie A. Poi sono giunti per completare la rosa Athekame e De Winter, entrambi con buone prospettive. Aggiungiamoci che nel mercato invernale, a seguito della richiesta del tecnico di un centravanti di peso è arrivato Fullkrug (dopo che si è a lungo inseguito Hojlund, che ha però ceduto alle lusinghe di Conte) andando a completare un reparto che ha un nazionale portoghese (Rafael Leao), uno statunitense (Pulisic), uno messicano (Gimenez). Troppo poco per il Milan, che può schierare anche Maignan, Fofana, Gabbia, Saelemaekers? Troppo poco per produrre un calcio non camminato? Un calcio che coinvolga il pubblico, che si riconosca nella sua storia? Il Milan non solo non può vivere senza l’approccio a un calcio moderno, di intensità e passione, ma soprattutto non può vivere senza la sua anima”.
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