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Agresti: “Conte unico a perdere le staffe per un rigore netto. Toni sbagliati, forse…”

Agresti: “Conte unico a perdere le staffe per un rigore netto. Toni sbagliati, forse…” - immagine 1
Del pareggio di ieri sera tra Inter e Napoli e della grande partita giocata dalle due squadre ha parlato il giornalista
Andrea Della Sala Redattore 

Del pareggio di ieri sera tra Inter e Napoli e della grande partita giocata dalle due squadre ha parlato, sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, il giornalista Stefano Agresti:

è stata una grande partita, Inter-Napoli: ricca di gol e cose belle (anche di errori, ci mancherebbe), piena di emozioni e aperta fin oltre il novantesimo (nel recupero Mkhitaryan ha colpito il palo), nobilitata dalle giocate di tanti campioni (stavolta ha colpito soprattutto la prova straripante di due azzurri, McTominay e Hojlund, ma che dire del ritrovato Zielinski e del gol di Dimarco?). Una grande partita tra le squadre migliori del campionato, quelle con più qualità, talento, quantità. Anche se alla fine il pareggio dà maggiore soddisfazione alle altre, alle avversarie: l’Inter conserva tre punti di vantaggio sulla seconda ma non scappa, il Napoli rimane intruppato nel gruppo, intanto Milan, Roma e Juve (se stasera batterà la Cremonese) nonostante tutto sono lì vicine. Con quali possibilità di spuntarla? Certo meno rispetto alla squadra di Chivu e anche a quella di Conte, ma tenere il loro passo mette anche Allegri, Gasperini e Spalletti nelle condizioni di poter provare a giocarsela .


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Abbiamo detto che Inter e Napoli sono le squadre più forti anche perché sono le più complete, quelle con l’organico più ampio. E in assoluto, al netto degli infortuni, è effettivamente così. In questa partita però i nerazzurri avevano maggiore ricchezza, visto che dall’altra parte l’assenza di Neres — spesso decisivo nell’ultimo periodo — si è aggiunta a quelle di Anguissa, De Bruyne, Gilmour e Lukaku (a Chivu invece manca solo Dumfries). Una differenza che è emersa quando si è trattato di cambiare la partita con la panchina: l’Inter ha fatto cinque sostituzioni buttando dentro gente come Mkhitaryan, Esposito, Bonny, Sucic e Carlos Augusto; il Napoli ha inserito il solo Lang (più Mazzocchi al 94’). Il fatto che sia stato proprio l’olandese l’uomo della giocata determinante — l’assist dalla linea di fondo per il 2-2 di McTominay — non cambia la sostanza: i nerazzurri avevano più risorse, non sono state sufficienti per vincere e andare in fuga . E così si è confermata la difficoltà di Chivu negli scontri diretti: con il Napoli ha raccolto un punto in due partite, con Juve e Milan ha perso, l’unica formazione di vertice che ha battuto è la Roma.

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Nonostante l’inevitabile tensione, in campo c’è stata lealtà: un solo ammonito, Juan Jesus nel recupero, testimonia che il confronto è stato corretto benché molto fisico. L’unico a perdere le staffe è stato Conte per via di quel rigore che poteva decidere la sfida: il fallo è netto, Antonio forse non l’aveva visto e certamente ha usato toni sbagliati ma non è il caso di esagerare con le lezioni di morale, in certi momenti è difficile restare calmi (anche se sarebbe meglio riuscirci).