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Stefano Agresti, giornalista de' La Gazzetta dello Sport, ha commentato il successo dell'Inter per 3-0 sul Cagliari nell'editoriale pubblicato nell'edizione odierna del quotidiano:
"Più dodici. Un’enormità. Anche se il Napoli oggi può ridurre lo svantaggio a nove punti, l’unica incertezza che riguarda lo scudetto dell’Inter è legata alla giornata in cui lo vincerà. Dettagli. Semmai vale la pena individuare chi ha permesso ai nerazzurri di compiere lo scatto decisivo verso il titolo numero ventuno. Quando sembrava che tutto potesse tornare in discussione, quando gli inseguitori hanno cominciato a sognare la rimontona, la squadra di Chivu ha dato l’accelerata, la sgasata, ed è volata via. È successo — perfino banale dirlo — nel momento in cui i grandi infortunati sono tornati in campo e i campioni fuori forma hanno ritrovato la condizione. Nelle ultime tre partite (contro Roma, Como e Cagliari) l’Inter ha segnato la bellezza di dodici gol; ne aveva realizzati appena due nelle tre gare precedenti, prendendosi la miseria di due punti. I marcatori? Quattro volte Thuram, che non segnava da inizio febbraio; due volte Lautaro, Dumfries e Barella, che arrivavano da malanni più o meno prolungati oppure da evidenti scadimenti di forma (il capitano poi si è rifatto male, vabbé); una volta Calhanoglu, la cui assenza è stata pesantissima. Cinque uomini riemersi da periodi difficili hanno portato undici dei dodici gol nerazzurri (l’altro l’ha realizzato Zielinski). Non tutti i giocatori sono uguali, già.
Ma quanto inciderà questo bel periodo sulle scelte future del club? Giocatori che sembravano al passo d’addio resteranno invece all’Inter? Sì, potrebbe succedere. Del resto il campo dà risposte che non possono non essere ascoltate. E allora diventa difficile rinunciare a questo Thuram, a questo Calhanoglu, a questo Dumfries (che però ha una clausola). Più facile cedere Bastoni, non a caso l’unico tra i big che non è uscito dal tunnel".
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