La fresca eliminazione dalla champions, per opera del Bodo Glimt, brucia ancora. Ma l'Inter ha altri obiettivi anche a livello economico.

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Champions, la via scelta dell’Inter per reagire. Bilancio? Non indispensabile cedere un big
Si può far finta di niente, minimizzare. Oppure ingigantire gli effetti di una sconfitta inaspettata. L’Inter ha scelto la terza via, sistemarsi sulla linea retta dell’equilibrio, sposando in pieno il ragionamento di Cristian Chivu che ha evidenziato i meriti del Bodo Glimt nel ribaltare il pronostico. In sostanza l’eliminazione pesa, molto più di quanto non affermi Barella che ha ribadito la vera priorità della squadra («Da inizio stagione pensiamo a vincere lo scudetto») già svelata qualche settimana fa da Akanji, guarda caso il difensore che ha demolito ogni piano di rimonta con l’errore decisivo", analizza La Gazzetta dello Sport.
"L’eliminazione pesa per il danno di immagine e per l’abbandono prematuro della Champions League, alla quale l’Inter partecipava da vicecampione in carica, ma soprattutto per l’aspetto finanziario: i 15 milioni di ricavi promessi dall’Uefa alle 16 squadre qualificate agli ottavi, compreso il botteghino di San Siro, erano ossigeno per il bilancio. Pesa, sì, ma non schiaccia l’Inter sotto a una pressa di frustrazione insostenibile. È chiaro che quei soldi andranno recuperati in qualche modo per scongiurare un rosso non gradito. Ma le strade per raggiungere l’obiettivo sono diverse: vendere un calciatore, oppure vincere le altre competizioni", aggiunge Gazzetta.
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