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PARIS, FRANCE - SEPTEMBER 06: Sandro Tonali of Italy greets Nicolo Fagioli of Italy at the end of the match during the UEFA Nations League 2024/25 League A Group A2 match between France and Italy at on September 06, 2024 in Paris, France. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
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Sandro Tonali e Nicoló Fagioli hanno deciso di patteggiare nell’ambito dell’inchiesta sui atleti - tra cui una dozzina di calciatori di Serie A - che nel 2021-2023 giocavano su non autorizzate piattaforme di scommesse online gestite da Tommaso De Giacomo e Patrick Frizzera.
Come riferisce il Corriere della Sera, per Tonali sanzione pecuniaria di 78.250 euro, mentre per Fagioli un mese di arresti ma col beneficio della sospensione condizionale della pena.
Gli organizzatori hanno patteggiato 2 anni e 3 mesi, e 2 anni, mentre 2 anni e mezzo sono stati patteggiati per riciclaggio dai tre soci della gioielleria milanese «Elysium Group srl» (Antonio Scinocca, Antonio Parise e Andrea Piccini) dove i calciatori saldavano i propri debiti di gioco pagando con regolari bonifici l’acquisto (in realtà simulato) di Rolex di lusso che non ritiravano.
“Altre 18 persone (tra cui calciatori come il portiere juventino Mattia Perin e il compagno americano Weston Mckennie, gli ex juventini argentini campioni del mondo Leandro Paredes e Angel Di Maria, o i nazionali Raoul Bellanova e Samuele Ricci), hanno potuto estinguere con 258 euro di oblazione la contravvenzione per aver scommesso su piattaforme illegali (mai sul calcio, ma per lo più al poker su tavoli online in «stanze virtuali chiuse» da password)” rivela il quotidiano.
Situazione diversa per Tonali e Fagioli, che hanno dovuto far fronte alla contestazione del secondo comma dell’articolo 4 della legge, cioè l’aver pubblicizzato presso altri calciatori le piattaforme illegali, contravvenzione sanzionata con l’arresto fino a tre mesi e una ammenda.
“Il fatto infine che le giocate di Florenzi (all’epoca al Milan) e l’allora attaccante romanista Zaniolo fossero state già oblate dai due in un precedente fascicolo a Torino determina ora a Milano il loro proscioglimento per «ne bis in idem»” conclude il Corriere della Sera.
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