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Corriere della Sera – Rocchi e le bussate: ecco perché sentito Butti. Frode, non c’è traccia di…

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Giornata di interrogatori ieri con il pm Ascione che ha ascoltato Pinzani e Butti nell'ambito dell'inchiesta sugli arbitri
Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 

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La Procura di Milano continua ad indagare su ‘Arbitropoli’, come la definisce il Corriere della Sera.

“Dove sta la sottile linea di confine tra la magari scomposta ma legittima manifestazione da parte di un club di un malumore per supposti torti arbitrali, e invece l’illegittimo condizionamento pressorio delle successive scelte poi operate dal disegnatore arbitrale proprio nel sensibile caldeggiato dai club?”.

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Questa sottile differenza è alla base dell’inchiesta che vede l’ormai designatore arbitrale Gianluca Rocchi indagato per ipotesi di reato di frode sportiva. Nella giornata di ieri, il pm Maurizio Ascione ha interrogato come persone informate sui fatti: Riccardo Pinzani, ex assistente di Rocchi quando i due arbitravano, e all’epoca delle intercettazioni 2025 delegato Figc per i rapporti tra squadre e mondo arbitrale; e nel pomeriggio Andrea Butti, responsabile ufficio Competizioni della Lega Serie A, a contatto con il designatore anche per gli aspetti organizzativi e logistici legati alle gare e ai calendari.

Entrambi non sono indagati ma sono stati ascoltati in qualità di testimoni.

Secondo il Corriere della Sera sono emerse per la prima volta l’esistenza anche di loro intercettazioni nella primavera 2025 con Rocchi, oltre a  quella già nota con il supervisore Var Andrea Gervasoni nella quale veniva pronunciata la frase “loro non lo vogliono più vedere” riferito al mondo Inter nei confronti di un arbitro, sgradito e da far designare per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile 2025 in modo da “schermarlo” e cioè scongiurare che l’Inter se lo ritrovasse nelle successive partite del finale di campionato.

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“Ma dipende poi tutto dal come, da chi e a chi questa pretesa sia stata veicolata. La frode sportiva presuppone «offerte o promesse di denaro o di altra utilità o vantaggio» (di cui non c’è traccia nell’attuale fascicolo), oppure, «alternativamente, il compimento di altri atti fraudolenti». Ed è per riempire di contenuto questa riga che la Procura ha avviato audizioni di testi come ieri Pinzani e Butti, addentrandosi nel labirinto a tratti psicologico dei colloqui avuti con Rocchi, o riferiti da Rocchi magari evocando dirigenti di squadre quali il «Giorgio» che è nome anche dell’addetto Inter alle questioni arbitrali, il non indagato Giorgio Schenone”.

Oggi Pinzani è il delegato della Lazio per i rapporti con gli arbitri, mentre Butti è stato per un decennio dirigente proprio dell’Inter prima nell’area comunicazione, poi nella gestione di Appiano Gentile, e infine team manager della prima squadra dal 2007 al 2012.

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“Butti ieri ha risposto alle domande del pm anche sull’altro filone delle asserite «bussate» di Rocchi alla sala Var per indirizzare a gesti i suggerimenti dei varisti: la ragione è che Butti era anche il referente per le esigenze logistiche della sala Var” conclude il quotidiano.