All'indomani del successo per 4-1 contro il Monza, La Gazzetta dello Sport analizza la prestazione della squadra di Chivu e si sofferma su un dettaglio
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L’Inter parte subito bene. La squadra di Cristian Chivu, campione d’Italia in carica, ricomincia con una vittoria larga, per 4-1 a San Siro contro il Monza.
“L’Inter è uscita dai blocchi del campionato come neanche Usain Bolt nei giorni belli - scrive La Gazzetta dello Sport -. La squadra di Chivu si è presentata subito in tutta la sua essenza, nel bene e nel male, cioè con le sue notevoli virtù, ma anche con le potenziali vulnerabilità”.
La partita, però, non è stata una cavalcata trionfale, nonostante il vantaggio dopo appena 6 minuti grazie al gol meraviglioso di Hakan Calhanoglu.
“Ma qui, come le è accaduto spesso anche nel campionato scorso, coccolata dalla situazione confortevole, l’Inter si è appisolata. Quando Bastoni ferma la palla sotto la suola e si guarda attorno o, con annoiata leggerezza, fa passaggi in orizzontale che diventano assist per gli avversari, c’è da preoccuparsi. Ma non è il solo. Dimarco, per esempio, non spinge come sa e quando il Monza riparte, è l’ultimo a rientrare”.
Nell’analisi della gara, la Gazzetta dello Sport si sofferma su un tema:
“L’Inter dovrà combattere spesso durante la stagione contro la sensazione di essere più forte dell’avversario e che basti il minimo per vincere. Il famoso «siamo ingiocabili» di Mkhitaryan è sempre un pericolo sotto pelle, tanto più che i nerazzurri si sono rafforzati ulteriormente. Come dire, in altre parole, che la vera anti-Inter rischia di essere proprio l’Inter. Chivu dovrà essere bravo a tirar fuori motivazioni forti, specie quando entrerà in scena la Champions League, perché la squadra favorita sulla carta riesca ad esserlo anche sul prato”.
Nella ripresa, poi, i nerazzurri hanno dilagato: “L’Inter non è stata favorita da un episodio, è letteralmente deflagrata e ha travolto tutte le debolezze del Monza”.
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